Un regista pollese alla conquista del Galles: è un successo il nuovo documentario di Massimo Salvato

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“Jonny: sciamano della ruggine” è il nuovo documentario prodotto, diretto, filmato e montato da Massimo Salvato, un regista pollese che da anni lavora in Gran Bretagna. Salvato è docente dei “Film Studies alla University of South Wales” dal 2004. Tra i suoi film, i cortometraggi “Carmen” (girato a Polla con una troupe dal Galles e finanziato dal Comune di Polla in associazione con la University of South Wales), e “Muse“(selezionato al Berlin Directors Lounge e al Festival Internazionale del Cinema di Sofia). “Jonny: Sciamano della Ruggine” e’ il suo primo lungometraggio e il suo terzo documentario. Il film, completato nell’aprile del 2015, è’ stato proiettato in centri di quartiere nel sud del Galles (principalmente Newport e dintorni) e acclamato dalla critica. Questo ha fatto si che Bafta Wales (gli “Oscar” gallesi) mostrasserl un interesse verso il documentario, che è stato proiettato nel cinema multiplex Cineworld a Cardiff ed è stato inserito nel catalogo Bafta dei documentari provenienti dal Galles. Al momento il film e’ in concorso per festival, e un dvd (con l’opzione di sottotitoli in italiano) a breve sarà pronto per la per distribuzione. Distrify Media (piattaforma di distribuzione online) ha permesso che il film che possa essere comprato (in download) oppure affittato (per 48 ore) a questo link

https://new.distrify.com/videos/fA8v6G-jonny-the-shaman-of-rust

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Il documentario è un avvincente, sincero e, a tratti, divertente documentario sull’artista e attivista della comunità gallese di Newport, Jonathan Sherwood (Jonny). Jonny tira avanti gestendo il suo disturbo bipolare con l’assunzione di farmaci pesanti. Egli, insieme con un collettivo di artisti (Artopsy), in seguito alla rigenerazione urbana del centro di Newport, deve abbandonare il suo studio e trova casa prima in un supermercato abbandonato in un centro commerciale nella periferia della città e poi al mercato coperto della città. Il film è sì un percorso umano, ma allo stesso tempo offre la prova che la visione moderna dei centri storici come grandi centri commerciali impatta le comunità esistenti e gli spazi urbani, che vengono entrambi demoliti solo per risorgere in nuove configurazioni ‘fuori posto’. “Jonny” è l’uomo qualunque che lotta per creare e ricostruire la sua vita più e più volte, mentre forze interne (la sua salute mentale) e l’ambiente esterno (ad esempio le conseguenze della rigenerazione urbana) demoliscono quello che ha raggiunto. Il film è caratterizzato da una colonna sonora sperimentale composta dal collettivo gallese Bosch. E’, quindi un documentario viscerale sulla lotta per il riconoscimento e la sopravvivenza di una comunità artistica emarginata di fronte all’incertezza economica.  “Jonny – racconta Salvato – fu una delle prime persone che conobbi quando lasciai Polla e venni a vivere in Galles nel 2002. Quando diventai docente e insegnante di cinema, diventai collega di Jonny nella stessa scuola d’arte. Jonny dovette lasciare il suo lavoro di insegnante nel 2006 a causa dei farmaci che doveva assumere al fine di gestire il suo disturbo bipolare. Sei anni dopo entrai nel negozio Pumford & Sons e decidemmo di iniziare le riprese. Il pre-esistente rapporto di amicizia che avevo formato con Jonny mi ha reso possibile, come regista e produttore, di avere un accesso privilegiato alla esperienza vissuta da questa comunità ai margini. Inoltre, essendo un regista italiano, credo di essere portatore di una prospettiva unica sulle arti e sulla scena culturale del Galles, una prospettiva da ‘estraneo’, che è allo stesso tempo situato all’interno, di questa comunità. Ho filmato il documentario nell’arco di tre anni (2012-2015) in uno stile quasi da documentario di osservazione, al fine di esplorare in che modo gli spazi personali, sociali e culturali si intrecciano e sono interdipendenti. Attraverso gli occhi di Jonny e la sospensione costante tra creazione e demolizione, il film segue la diaspora di un gruppo di artisti durante la trasformazione del centro della città di Newport in un grande centro commerciale. Il film esplora il rapporto tra l’arte, l’artista e la sua lotta contro il disturbo bipolare; il ruolo dell’arte all’interno della comunità; il nomadismo imposto al collettivo Artopsy che e’ continuamente costretto a trasferirsi più volte come conseguenza dello smantellamento del centro urbano”. Il film è disponibile su Distrify Media ma senza sottotitoli!

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