Tutti i detenuti del carcere di Sala Consilina trasferiti. E intanto è pioggia di accuse e colpe

Domani mattina il carcere di Sala Consilina sarà vuoto. Tristemente vuoto.  Gli ultimi detenuti sono in corso di trasferimento in queste ore e se tutto procederà come nei programmi entro stasera la struttura di Sala Consilina sarà vuota. Tristemente vuota. In attesa di conoscere quale sarà il destino dell’edificio con voci che si susseguono sul possibile “sfruttamento” dello stesso. Insomma già si è cominciato a parlare dell’eredità con il cadavere ancora da seppellire.

Nel frattempo i partiti di destra e di sinistra, di centro e fuori dagli schemi classici si accusano, si riprendono, si attaccano, quasi a voler far campagna elettorale sui poveri resti di un edificio (possibile?). Di chi le responsabilità, di chi il mancato intervento, di chi l’avvallamento dell’ennesima decisione contro un territorio sempre più depauperato? Un nuovo “scippo” ma che deve far pensare non solo per il servizio in sé “tolto” alla comunità che ha di certo minor peso di Tribunale, Ferrovia, Reparti ospedalieri, Servizi vari. Che deve far pensare per l’abitudine della popolazione a questo “andazzo”. I residenti del Vallo di Diano – o almeno gran parte di essi, di noi – sembrano assuefatti di fronte a questa situazione. Abituati alle scelte che colpiscono il territorio. Che lo impoveriscono. Le proteste spesso corrono (solo) sul web. In questi anni solo in una occasione si è vista una reale manifestazione di dissenso e riguarda la stazione elettrica di Montesano sulla Marcellana.  Una protesta estesa, di rete, fatta soprattutto di conoscenza del problema. Cose di fatto non viste né con il Tribunale (pochi hanno protestato veramente) e ospedale (la manifestazione più importante degli ultimi anni è stata resa numerosa solo grazie agli studenti che hanno rinunciato con piacere a una giornata tra i banchi anche se, naturalmente, tra loro qualcuno che credeva alle motivazioni del corteo c’era). E se la popolazione poco fa per manifestare con evidenza il proprio dissenso, cosa fanno i politici? Due proteste da titolo di giornali: “occupare l’ospedale” fino a quando non verranno risolti tutti i problemi; “consegnare le fasce tricolori” se verrà tolto il Tribunale. Ebbene l’occupazione è durata poche ore coi problemi dell’ospedale ben presenti e le fasce sono ben fisse ai busti degli amministratori pur se privati del Palazzo di Giustizia.

C’è anche da aggiungere che la patata bollente del carcere è stata affrontata con talmente tanta discrezione che quasi non sembra interessasse (al di là di un progetto presentato dal Comune di Sala Consilina passato inosservato). Per questo motivo, forse, si è preferito non disturbare la visita del ministro Orlando a Vallo della Lucania con una delegazione valdianese. Quale migliore occasione da perdere?

E allora che fare? Guardare il carcere svuotarsi e immaginare a chi toccherà la prossima volta.

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