Da Parigi la testimonianza del 23enne di Teggiano Mattia Landi: “Intorno a noi l’Apocalisse”

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“Parigi oggi è una  città fantasma, l’atmosfera è quasi irreale, indescrivibile e post-apocalittica. Ed ovviamente tutti sono sotto shock”. E’ questa la testimonianza di Mattia Landi, giovane 23enne di Teggiano, che si è trovato quasi per caso nella capitale francese proprio in occasione dell’Apocalisse scatenatosi ieri sera. Gli attentati hanno causato al momento (il bilancio è purtroppo provvisorio) 128 morti e circa 200 feriti, di cui 2 italiani.

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Mattia, conosciutissimo nel Vallo di Diano per la sua attività di cameraman e tecnico televisivo, ed il cui papà è impiegato all’Enel, era giunto a Parigi proprio ieri mattina, in compagnia di altri 9 colleghi italiani, per prendere parte alla fase finale di un concorso di informatica.

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Organizzato dall’Azienda Cisco, l’evento in programma a Parigi a partire da ieri era un Hackathon, al quale sono stati chiamati a partecipare, a vario titolo, esperti di diversi settori dell’informatica: sviluppatori di software, programmatori e grafici web provenienti non solo dall’Italia ma da ben 9 Nazioni. Dall’Italia sono giunti a Parigi in 10, tra i quali il valdianese Mattia Landi era l’unico rappresentante campano e del sud Italia. “Ieri sera –racconta Mattia da noi raggiunto telefonicamente- al momento degli attentati eravamo in 150 un locale a non molta distanza dalla zona degli attentati, impegnati nelle fasi preliminari dell’Hackathon: accettazione e workshop iniziale. Abbiamo sentito un forte boato ma al momento non ci abbiamo fatto caso. Poi però il rumore delle sirene ci ha fatto comprendere che stava accadendo qualcosa di terribile”.

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Una situazione davvero irreale quella vissuta dal gruppo italiano e dal teggianese Mattia, che sono stati informati dalla polizia della necessità di non lasciare il locale nel quale erano ospitati, per il pericolo di essere presi di mira dai terroristi. “Impossibilitati a muoverci ed ovviamente anche spaventati, siamo dovuti rimanere sul posto fino a notte inoltrata”. Intanto Mattia è riuscito fortunatamente a mettersi in contatto  con parenti ed amici che, avendo visto in televisione quanto stava accadendo a Parigi, erano ovviamente preoccupatissimi. “Ho rassicurato per quanto possibile i miei genitori e mia sorella –conferma Mattia- ed ho atteso con i colleghi fino a circa le 4 di notte, quando ci hanno detto che chi voleva poteva rientrare in albergo”. Un trasferimento che è sembrato un incubo, in una città fantasma colpita a morte dal terrorismo, con le strade deserte. Ovviamente in seguito a quanto accaduto il concorso di Parigi è stato annullato per motivi di sicurezza dalla Cisco. Questa mattina Mattia ha avuto modo di percorrere di nuovo le strade della capitale francese, e quasi incredulo ha avuto conferma che non si era trattato di un incubo ma che era tutto vero. “Le strade erano  ancora deserte –racconta Mattia- i negozi quasi tutti chiusi. Anche la Torre Eiffel ed i musei ovviamente sono rimasti off limits, come pure le linee metropolitane ed i  mezzi pubblici bloccati. Le persone avevano un’aria stranita, anche se lo shock si sta lentamente trasformando in determinazione e in voglia di reagire”. Mattia ha un biglietto aereo prenotato per domani, Parigi-Linate-Capodichino, ma non sa ancora se il ritorno in Italia sarà possibile. “Su questo non abbiamo certezze –conferma- e non so se domani riuscirò a rientrare nel Vallo di Diano. Ma, visto quello che ci è successo intorno, mi considero davvero fortunato per essere uscito incolume da questo inferno”.

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