Sassano, ordinanza del sindaco per i proprietari di cani. Sanzioni fino a 500 euro

Il problema randagismo, conseguenza troppe volte dell’incapacità degli essere umani di custodire gli animali di nostra proprietà o di stancarci di tenerli con noi alle prime difficoltà, sono l’oggetto di un acceso dibattito in diversi paesi del Vallo di Diano. I cani randagi, purtroppo, in alcuni casi, soprattutto quando si riuniscono in branco costituiscono motivo di paura e preoccupazioni  anche dal punto di vista igienico sanitario per i cittadini ed alcuni amministratori.  Il sindaco di Sassano, Tommaso Pellegrino,  ha emanato in merito un’apposita ordinanza con la quale si disciplinano i comportamenti dei cittadini proprietari di cani sul territorio comunale. Le regole sono semplici e naturale conseguenza del saper vivere, in modo civile, all’interno di una comunità. Ma il sindaco Pellegrino elenca nell’ordinanza tutte quelle azioni che verranno punite con sanzioni amministrative pecuniarie che vanno dai 25,00 euro ad un massimo di 500,00 euro.

Tra le regole: quella che prevede la raccolta delle deiezioni dei propri cani,  il sindaco, poi,  vieta  l’ingresso dei cani, anche se custoditi in tutti parchi gioco, nei giardini attrezzati e in altri luoghi similari con alta frequenza di bambini. Sono, naturalmente esenti,  i cani guida per ciechi,  quelli delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile. Nel documento vengono stilati alcuni obblighi che i proprietari di cani devono rispettare: l’iscrizione del proprio amico a quattro zampe all’anagrafe canina, il divieto assoluto di abbandono o l’omessa custodia del proprio animale,  l’obbligo di utilizzare sempre il guinzaglio di misura non superiore a metri 1,50 durante la conduzione di cani nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico e   l’obbligo di portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane, quindi in concomitanza del guinzaglio, in caso di conduzione in locali pubblici e in pubblici mezzi di trasporto e comunque anche in altri luoghi nei casi di rischio per l’incolumità di persone o animali. Una serie di regole ben note, che solo chi non vuol capire ed ascoltare ancora non conosce.  La speranza è che le istituzioni del territorio, dal canto loro però mettano in atto tutte le forze amministrative e politiche per dare una vita dignitosa ai tanti cani randagi del Vallo di Diano che purtroppo hanno dovuto subire le scelte  dell’uomo il quale troppe volte  li ha ridotti a vivere in condizioni  vergognose e disumane.

 

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