Sergio Solimo nascosto in luogo segreto a Caracas in attesa dell’arrivo del figlio. Appello all’ambasciata italiana

Sono le ore più lunghe quelle che sta vivendo Sergio Solimo. L’attesa per il figlio ma anche l’incertezza su quanto accadrà caratterizzano la vita dell’operaio dell’Ergon volato in Venezuela per abbracciare il figlio Francesco – che non vede da oltre tre anni – ritrovato a San Cristobal al confine con la Colombia. Sergio è atterrato poco dopo la mezzanotte italiana e ora è nascosto in una località segreta in compagnia dell’avvocato venezuelano Sciubba “per timore di ripercussioni” come detto dal legale Enrico D’Amato. Solimo è in attesa che il convoglio di auto della polizia venezuelana e di detective privati, pagati da Solimo, raggiungano Caracas da San Cristobal. Un tragitto di circa dieci ore e che in questi minuti dovrebbe essere completato. Secondo quanto rilevato finora nel giro di poco tempo un giudice dovrebbe dare in affidamento il bambino a Solimo. Ma anche una volta fatta questa operazione occorrerà che l’ambasciata italiana si muova per dare il giusto supporto logistico a Sergio e a Francesco. Per questo motivo l’avvocato D’Amato ha chiesto l’intervento dei funzionari.

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