Teggiano, l’alleanza tra il Diavolo & l’Acqua Santa manda a casa il sindaco Rocco Cimino

Le dimissioni di 7 Consiglieri Comunali del Comune di Teggiano sono state protocollate oggi alle 9:45. Sorgono spontanee alcune considerazioni: la prima è l’impressione che a Teggiano oggi perdano tutti, ma in particolare i cittadini. Il Diavolo & l’Acqua Santa insieme si dimettono in massa, e mandano a casa “i resti” dell’Amministrazione Cimino, alla quale a Maggio 2014 (meno di due anni fa) il voto popolare aveva assegnato l’onere e l’onore di governare per 5 anni, con un vero e proprio plebiscito. Alle ultime amministrative infatti la lista “RinnoviAMO DIANO”, capeggiata da Rocco Cimino, aveva avuto la meglio sulla lista “Teggiano va avanti”, capeggiata da Pietro Cono Di Candia, con circa 700 voti di scarto. Sono numeri che vanno ricordati soprattutto oggi, e che evidenziano come il popolo di Teggiano avesse affidato un preciso mandato che non è stato rispettato.

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Se ciò accade le colpe vanno equamente divise tra tutti gli attori protagonisti di questa breve consiliatura. Incapaci di dialogare, di spiegarsi, di mettere da parte le brighe personali all’interno della Maggioranza; incapaci di attendere la fine naturale del mandato nella Minoranza. A Maggio 2014 a Teggiano si è insediato un consiglio comunale che –nel suo insieme- alla fine si è dimostrato incapace di Governare e di far Governare, di mettere da parte l’Ego nel nome di un bene più grande. Ovviamente l’impressione è che questa definitiva accelerata nella crisi Teggianese non fosse voluta da tutti i protagonisti, ma che a un certo punto le cose siano “sfuggite” di mano. Nelle ultime ore è accaduto quello che a tutti sarebbe sembrato assolutamente impossibile due anni fa: vedere il gruppo dei tre dissidenti (Lisa Grazia Babino, Sonia Marino e Mario Ubaldo Trezza), che politicamente fa capo all’area di Corrado Matera, a braccetto con il gruppo di Pietro Di Candia (composto dall’ex sindaco Michele di Candia e da Rosa Cimino ed Elisabetta D’Elia) contro il comune nemico Rocco Cimino. Insieme dal Notaio per le dimissioni, ed addirittura con Michele di Candia delegato a protocollare le dimissioni non solo della minoranza ma anche dei dissidenti della ex maggioranza al Comune. E non è detto che questa alleanza termini oggi.

Ma adesso cosa accadrà? L’iter dovrebbe essere questo: dopo le dimissioni dei 7 consiglieri protocollate al Comune, parte il fax per la Prefettura, che avvisa il Ministero degli Interni.  In seguito alle dimissioni contestuali della metà più uno dei membri assegnati, i Consigli Comunali vengono sciolti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno. Dell’adozione del decreto di scioglimento è data immediata comunicazione al Parlamento, ed il decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Solo se il Decreto di Scioglimento del Comune di Teggiano sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale entro il 24 Febbraio, i cittadini di Teggiano potranno tornare al voto nella prossima tornata di elezioni amministrative, prevista in una data non ancora stabilita compresa tra il 5 aprile e il 15 giugno (in pole position ci sarebbe il 12 Giugno). Se invece il Decreto venisse pubblicato dopo il 24 Febbraio, il limbo amministrativo del Comune di Teggiano potrebbe durare più di un anno. Ma che si tratti di pochi mesi o di più di un anno, difficile evitare il Commissariamento del Comune di Teggiano. E anche se si dovesse votare a Giugno, il Commissario che sarà nominato si troverà a dover approvare per obbligo di legge il Bilancio Consuntivo entro il prossimo 30 Marzo. Le prime conseguenze di quanto accaduto per le tasche dei cittadini teggianesi potrebbero quindi verificarsi a breve scadenza, ad esempio per la tassa della TARI: la spazzatura infatti per legge regionale deve essere coperta per il 100% dal comune.

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