I comitati civici comprensoriali del Vallo di Diano si uniscono per salvaguardare l’ambiente e dire No al Petrolio

Nella giornata di ieri si è dato avvio alla fase di costituzione di un Coordinamento permanente dei comitati civici comprensoriali, che considerano la salvaguardia dell’ambiente del Vallo di Diano quale un importante obiettivo da perseguire. Le prime adesioni a tale coordinamento sono provenute da “Acqua Bene Comune-Sala Consilina”, “Comitato Uniti per la Rinascita dell’Ospedale-Polla Sant’Arsenio”, “Nessun dorma” di Montesano sulla Marcellana, “No al Petrolio nel Vallo di Diano”, “No Antenna-Buonabitacolo” e “Se non ora quando-Vallo di Diano”.  In merito alle tematiche ambientali i comitati hanno protocollato alla Comunità Montana una specifica richiesta, ossia che tale ente, nella persona del suo legale rappresentante, funga da istituzione territoriale di raccordo per predisporre le opportune strategie di contrasto all’ipotesi di future trivellazioni petrolifere nel comprensorio valdianese”.

“Tale  istanza, si legge in una nota stampa,  ha una specifica motivazione, visto che nella seconda parte del mese di gennaio  ai Comuni di Atena Lucana, Montesano sulla Marcellana, Padula, Polla, Sala Consilina,  Sant’Arsenio, Sassano e Teggiano dovrebbero essere pervenute le comunicazioni relative all’avvio della procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale da parte della Shell Italia E&P S.p.a., concernenti l’istanza di premesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in terra ferma convenzionalmente denominata “Monte Cavallo”. Poiché dalla data del 7 gennaio decorrono i sessanta giorni, previsti dalla normativa nazionale, per presentare in forma scritta le proprie osservazioni al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare riguardo all’avvio della procedura d’impatto ambientale, il Coordinamento sollecita le istituzioni competenti e chiunque vi abbia interesse alla predisposizione di specifiche e precipue note. La finalità di questa interlocuzione, termina il documento,  con il suindicato ministero è di evidenziare i forti motivi di preoccupazione per un’ipotesi produttiva non consona alla tutela del nostro habitat naturale e della correlata risorsa idrica”.

 

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