Sicignano-Lagonegro, Michele Santoriello shock: “Chiedo a RFI la rimozione totale dei binari”

“Credo sia giunto il momento di chiedere a RFI la rimozione totale dei binari della tratta ferroviaria Sicignano – Lagonegro, e finalmente destinarla ad altra attività. Nei prossimi giorni mi attiverò in tal senso”.

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Per la prima volta dopo 30 anni di vane promesse per la riapertura, un politico ed amministratore del Vallo di Diano promette di impegnarsi per lo smantellamento totale dei binari dell’ex ferrovia, e non si tratta di una provocazione. Autore di questa “clamorosa” presa di posizione Michele Santoriello, consigliere con delega ai Lavori Pubblici e alle Attività Produttive del Comune di Sala Consilina, che ha annunciato il suo impegno per lo smantellamento della Sicignano-Lagonegro commentando il trasferimento di un tratto dei binari avvenuto proprio dal comune salese a Battipaglia da parte di Rete Ferroviaria Italiana.

BINARI RIMOSSI SALA 1

Abbiamo chiesto a Santoriello di motivare e spiegare più dettagliatamente i motivi di questa presa di posizione, che di certo non mancherà di suscitare discussioni e polemiche. “Dopo la delibera di G.C. n.11 del 20 Gennaio 2016 –spiega Santoriello- credo sia chiara ed inequivocabile la volontà dell’Amministrazione comunale di Sala Consilina di eliminare quell’assoluto degrado in cui versano le stazioni ferroviarie di Sala Consilina e Sassano (nel territorio di Sala Consilina). Per quanto mi riguarda mi dispiace molto di togliere ad improvvidi candidati un importante argomento di campagna elettorale. Per decine di anni ed in prossimità di scadenze elettorali, si è chiesto a voce alta (anzi “altissima” e aggiungo “senza vergogna”) la riapertura della tratta ferroviaria Sicignano- Lagonegro. Passato il momento elettorale la ferrovia in questione diventava però lettera morta… solo un piccolo gioiello d’epoca da tenere lì, e guai a provare a metterci le mani”. Santoriello ricorda che la tratta ferroviaria è stata dismessa da Rete Ferroviaria Italiana nel 1987, e che da allora ad oggi, ogni qualvolta se ne è chiesta la riattivazione, RFI ha sempre negato la possibilità di una riapertura. “A dire della Società –evidenzia il consigliere comunale salese- i costi di gestione della tratta risultavano di gran lunga essere superiori alle entrate, non fosse altro per la scarsa presenza di viaggiatori, con un tempo di percorrenza per Salerno superiore alle due ore”. Ma Santoriello va oltre con il suo ragionamento: Con una Salerno Reggio Calabria che consente a chiunque di raggiungere Salerno in poco più di 50 minuti, chi mai utilizzerebbe la ferrovia? Per far sì che tutto ciò accada, bisognerebbe chiedere ad RFI non solo la riapertura della strada ferrata, ma anche la relativa sistemazione ed il conseguente ammodernamento della tratta alle nuove norme di ingegneria trasportistica, riducendo così, di gran lunga, anche i tempi di percorrenza. Ma quanto costerebbe ad RFI quest’investimento?… Da ammortizzare in quanti secoli?”. Di qui le conclusioni e le conseguenti iniziative annunciate da Santoriello. “Non solo non esiste nessuna volontà a riaprire la tratta –assicura Santoriello- ma è diventata un peso anche per le casse del Comune: spesso, ci si ritrova in aule giudiziarie a difenderci dagli attacchi di RFI per presunte manomissioni e quant’altro. Per questo ove mai non dovessimo riuscire nell’intento rappresentato nella Delibera per l’Ospedale diffuso, riprenderemo le già avanzate richieste di comodato, per dare diverse destinazioni alle Stazioni. Chiederò personalmente ad RFI la totale soppressione della linea ferroviaria con la contestuale rimozione dei binari, la restituzione e/o concessione in comodato dell’area di sedime dei binari, evitando così ulteriori incomprensioni ed aggravi alle casse comunali per spese giudiziarie. Infine inviterei il Comitato ad attivarsi e a profondere ogni sua azione nella concretizzazione della progettazione e costruzione della linea ad alta velocità Vallo della Lucania – Potenza, già presente, immagino da diversi anni, nei piani di ammodernamento di RFI e TRENITALIA naturalmente fondi statali permettendo. Se battaglia si deve fare –conclude Santoriello- almeno la si faccia per qualcosa di possibile e tecnologicamente avanzato, da lasciare alle future generazioni”.

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