Canile Comprensoriale di Sala Consilina: equivoco dei Sindaci o “voglia di non capire”?

Il Canile Comprensoriale è stato uno dei temi affrontati nel corso della Conferenza dei Sindaci svoltasi ieri pomeriggio a Padula, presso l’aula consiliare della Comunità Montana Vallo di Diano e presieduta dal Presidente Raffaele Accetta.

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Va sgombrato subito il campo da un equivoco: il nuovo canile comprensoriale, se e quando completato, non potrà certo essere utilizzato dai Comuni Valdianesi per trasferivi i cani che gli stessi comuni al momento tengono allocati “a pensione” in altri canili. I motivi li spiega l’Assessore della Comunità Montana Vallo di Diano Elena Gallo.  “Va sottolineato –spiega- che il canile comprensoriale avrà un numero di posti pari a 200 essendo questo il limite fissato dalla legge. Orbene, basti pensare che alcuni comuni del Vallo hanno tuttora in pensione circa 100 cani a testa (per un costo complessivo di circa 100.000 euro annui!!!) presso altre strutture, per comprendere la grandezza del fenomeno. E’ ovvia l’impossibilità del canile comprensoriale di poter ospitare tutti i cani in carico a tutti i comuni del Vallo”.

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Partendo da questo presupposto, l’incontro di ieri è servito per capire qual è, oggi, la volontà politica del Comprensorio con riferimento all’avvio della costruzione del canile comprensoriale. Molti sindaci, capita l’antifona, hanno espresso perplessità nonostante siano stati proprio loro, da oltre 15 anni, a dare inizio al discorso del canile comprensoriale. Oggi che la Ditta che ne avrà la gestione è pronta ad effettuare in brevi tempi i lavori per il completamento del canile, ancora non è chiaro per quali Comuni il discorso del canile comprensoriale va portato avanti ed in che termini. “La risoluzione del problema del randagismo –conferma Elena Gallo- non può sottostare, soprattutto in prima istanza, a sole logiche di risparmio di spesa. E’ evidente che per affrontare la questione si dovranno continuare a sostenere costi per i cani tuttora in pensione presso le altre strutture con le quali i Comuni hanno firmato le Convenzioni. Con l’aggiunta di altri piccoli costi per tutta una serie di altre e fondamentali attività che porrà in essere il nuovo canile comprensoriale e che, una volta attuate, porteranno ad una drastica riduzione dei cani randagi e di conseguenza ad un notevole risparmio a medio termine”. 

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Quindi si tratta di agire almeno per ora su due fronti, ed ieri è stato spiegato che il Canile Comprensoriale avrà soprattutto una funzione “sanitaria”. “I Comuni interessati –evidenzia Elena Gallo- vedranno man mano diminuire sul proprio territorio la presenza di cani randagi, anche grazie alla sterilizzazione che l Asl potrebbe effettuare proprio presso i locali del suddetto canile comprensoriale, mancando ora di fatto un ambulatorio all’interno nel quale poter effettuare le suddette sterilizzazioni”. Intanto attraverso la mediazione della Comunità Montana si cerca di definire con il Gestore quelli che dovranno essere i servizi offerti dal canile comprensoriale e allo stesso tempo di contenere il più possibile i costi che andranno a sostenere i Comuni. “Spero che una volta definite con il Gestore le attività e i costi delle stesse –conclude Elena Gallo- i Comuni del Comprensorio porteranno avanti scelte che da oltre 15 anni…il comprensorio stesso ha voluto avviare”. Ma da quanto si è intuito ieri non tutti i sindaci valdianesi potrebbero essere d’accordo su questa linea.

 

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