Pubblicata sulla Gazzetta Uffuciale la nuova legge sull’omicidio stradale: è ufficialmente in vigore

E’ stata pubblicata due giorni fa sulla Gazzetta Ufficiale la legge n.41 del 23 marzo 2016, la cosiddetta legge sull’ “omicidio stradale”, un provvedimento che inasprisce notevolmente le sanzioni in caso di sinistro con vittime ed è ora al vaglio da parte di operatori di polizia, associazioni di categoria e semplici cittadini, in attesa di una circolare esplicativa che verrà emessa a giorni dal Ministero dell’Interno. La legge era passata definitivamente in Senato il 2 marzo scorso, con 149 foto favorevoli, 3 contrari e 15 astensioni. Diverse le reazioni dei vari componenti dell’arco costituzionale: se parlamentari come Carlo Giovanardi bocciano in toto il provvedimento, e i rappresentanti del Movimento 5 Stelle segnalano forti criticità, il Pd ritiene che si sia finalmente data una risposta alla domanda di giustizia proveniente da più parti. Si tratta, quindi, di un provvedimento giusto o di una legge dettata dall’emotività e dalla ricerca di consenso? Vediamo nello specifico cosa dice questa nuova legge: con le nuove regole chi uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico di oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe, rischierà da 8 a 12 anni di carcere. Sarà invece punito con la reclusione da 5 a 10 anni l’omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l’incidente per condotte di particolare pericolosità (eccesso di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio). La pena può però aumentare della metà se a morire è più di una persona: in quel caso il colpevole rischia fino a 18 anni di carcere. L’ipotesi più grave di omicidio stradale (e di lesioni) si applica ai camionisti e agli autisti di autobus anche in presenza di un tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l.  In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sara’ conseguibile solo dopo 15 anni (omicidio) o 5 anni (lesioni). Tale termine e’ pero’ aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente e’ fuggito dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca. Tra gli eventi che hanno maggiormente sollecitato l’introduzione di questo provvedimento, vi è sicuramente il gravissimo incidente del 28 settembre 2014 avvenuto a Silla di Sassano, dove persero la vita quattro giovanissimi ragazzi travolti dall’auto condotta a folle velocità da Gianni Paciello.

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