L’associazione Petrosino scrive a Mattarella e Alfano: “Tutelate Cutrò, l’imprenditore che lotta contro la Mafia”

L’associazione Joe Petrosino di Padula ogni anno – come è noto – assegna un premio tra i magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine ed esponenti della società civile che si sono particolarmente distinti nella lotta contro il crimine organizzato. Lo scorso anno il premio è stato attribuito, tra gli altri a Ignazio Cutrò. Un imprenditore della provincia di Agrigento che sin dal 1999 ha subito numerosi attentati finalizzati a colpire la sua attività perché non si è voluto piegare alla Mafia. L’associazione oltre a insignirlo del premio “Petrosino” ha scritto una lettera aperta per continuare a tenere alta l’attenzione sulla sua storia e la sua battaglia contro la criminalità come testimone di giustizia facendo arrestare numerosi esponenti di spicco della mafia.

“Ma questa sua lotta – si legge su una lettera dell’associazione firmata dal segretario Enrico Tepedino e dal presidente Vincenzo La Manna e indirizzata alla presidenza della Repubblica – ha fatto sì che dovesse abbandonare la sua attività imprenditoriale in quanto una volta cominciata la battaglia non ha più ricevuto commesse e lo Stato, che doveva proteggerlo e sostenerlo, è stato assente al punto di che gli fu consigliato di abbandonare il suo comune ed entrare in un sistema di protezione”. Da qui la denuncia dell’associazione. “Tutto questo è inaccettabile – scrivono – perché non sono le persone oneste e rispettose della Legge a dover andar via a casa ma sono i delinquenti che devono essere mandati via, incarcerati e con il divieto di recarsi in quei posti dove hanno dolore e danno”.

inganzio cutrò

“Ignazio Cutrò è stato ed è l’esempio di come le cose non devono andare: appena è andato in difficoltà, per esclusiva colpa dei mafiosi che lo ricattavano, i tanti avvoltoi che solitamente girovagavano intorno si sono precipitati per approfittare della situazione e nessuno, nemmeno lo Stato, gli ha dato un segnale positivo. Questa associazione ritiene che, proprio per dare un segnale concreto a tutte le persone che si trovano nelle stesse situazioni di Ignazio Cutrò lo Stato deve essere parte attiva e, quindi, proporsi contro tutti coloro i quali intendono approfittare del momento di difficoltà causato da comportamenti delittuosi che sono unicamente finalizzati ad appropriarsi indebitamente dei patrimoni delle persone perbene. Sarebbe il caso di tutelare i beni delle persone che sono oggetto di soprusi di malavitosi prevedendo l’impignorabilità di casa e beni necessari per lo svolgimento della propria attività lavorativa”. Da qui la lettera inviata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al ministro dell’Interno, Angelino Alfano. “Tutelate sotto ogni aspetto chi rispetta e osserva le leggi, senza che debbano fuggire o nascondersi dai delinquenti i quali, invece, devono essere puniti senza ingiustificati sconti di pena. E ciò per dimostrare chiaramente che lo Stato e dalla parte dei cittadini onesti”.

 

 

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