La favola di Furtuna. Dall’Eritrea a Londra grazie al Vallo di Diano e a Iskra

Un viaggio tra deserto, dune, barconi, onde. Una fuga dalla povertà, la speranza e la paura come compagne di viaggio.   Criminali pronti ad approfittarne, acqua pronta a inghiottirla. Così come, purtroppo, capitato a tanti suoi compagni e compagne di viaggio. Dall’Eritrea all’Inghilterra attraversando Sudan e Libia e trovando una mano – decisiva e amorevole – in Italia. Nel Vallo di Diano. Furtuna ce l’ha fatta. Furtuna potrà riabbracciare suo zio a Londra e diventare anche un simbolo per gli altri richiedenti asilo, soprattutto eritrei, che, una volta in Italia, potranno trovare una strada – legale – per raggiungere i propri cari, è possibile. Furtuna potrà raccontarla anche e soprattutto grazie al Vallo di Diano. Alla cooperativa Iskra e a una serie di forze unite per un unico obiettivo. E potrà raccontarla anche grazie allo spirito d’accoglienza della comunità di San Pietro al Tanagro.

A raccontare questa favola il responsabile dell’Iskra, Umberto Sessa.

Furtuna, una ragazza minorenne, parte dell’Eritrea da ottobre e dopo aver attraversato una serie di vicissitudini sbarca a Lampedusa. Viene accolta nel Vallo di Diano ospite della comunità di San Pietro al Tanagro gestita dalla cooperativa Iskra e voluta dall’Amministrazione guidata da Domenico Quaranta. Tenta di fuggire più volte. Poi gli operatori della struttura di prima accoglienza le fanno capire che esiste un modo “legale” di raggiungere lo zio a Londra: il ricongiungimento familiare. E quello di San Pietro al Tanagro è uno dei primi casi in Italia. Tutta la documentazione richiesta viene posta al vaglio dell’Unità Dublino Italiana e poi da questa trasmessa alla medesima Unità britannica. Dopo qualche mese per gli accertamenti necessari per confermare il legame di parentela e l’idoneità dello zio per prendere cura della nipote, viene data la risposta positiva. Furtuna diventa così il primo caso di ricongiungimento familiare di una minorenne eritrea realizzato nell’ambito dei programmi di prima accoglienza (Fami) in Italia e tra i pochi realizzati in Europa.

Il 5 maggio Furtuna fa l’ultima tappa del suo viaggio. In aereo verso Londra. Semplicemente ma proprio per questo in modo meraviglioso.

Ma prima di partire Furtuna, una bellissima e sorridente ragazza, chiede di lasciare la propria testimonianza in un breve filmato con la speranza che altre ragazze come lei, ascoltando la sua storia, possano convincersi a intraprendere un regolare percorso di ricongiungimento anziché tentare di proseguire il loro viaggio in modo irregolare mettendosi nelle mani di trafficanti e criminali.

“La cooperativa Iskra – si legge su una nota – è orgogliosa di poter raccontare questa storia e poter ringraziare l’Oim (organizzazione internazionale migranti – ndr) per il preziosissimo contributo, l’Unità Dublino italiana per la costante collaborazione, la Struttura di missione del dipartimento libertà civili del Ministero dell’Interno, la Questura di Salerno, i carabinieri della stazione di Polla (guidati dal maresciallo Danilo Marzullo – ndr), la Compagnia di Sala Consilina diretta dal capitano Emanuele Corda, l’Unhcr, Save the Children, il Tribunale dei minori di Lagonegro, i partner del progetto ‘Piccoli mondi in viaggio’ e tutto coloro che hanno contribuito a questo importante risultato”.

 

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