Aeroporto Costa d’Amalfi: piano in 3 mosse e 86 milioni di euro per il “decollo” dello Scalo Salernitano

Aeroporto Costa d’Amalfi di Salerno: un piano in 3 mosse e 86 milioni di euro per il “decollo” della struttura, che dovrebbe essere pienamente operativo nel 2019. Il piano industriale, all’ordine del giorno dell’assemblea dei soci del consorzio dello scalo svoltasi giovedì, è stato approvato all’unanimità.

Aeroporto Salerno Costa d'Amalfi

Delle 3 fasi sulle quali si costruirà il futuro dell’aeroporto salernitano, la prima la priorità riguarderà gli attesi lavori per l’ampliamento e l’approfondimento della pista, che per un periodo dovranno essere svolti necessariamente a porte chiuse. I lavori sono necessari e consentiranno, alla fine, l’atterraggio e il decollo di Airbus 319, velivoli da 130 posti circa, usati sia per rotte nazionali che internazionali a medio raggio. La seconda fase riguarderà i lavori di ampliamento e rifacimento dell’aerostazione, che dovrebbe dotarsi di un secondo piano con negozi a servizio dei passeggeri. Il terzo intervento riguarderà il settore cargo, ovvero quello delle merci: un settore invocato dal mondo economico salernitano e soprattutto dal comparto agricolo perché potenzialmente un trampolino di lancio sia per lo scalo che per i produttori della zona. Un segnale positivo per lo scalo salernitano riguarda l’aumento, in questi primi sei mesi dell’anno, dei ricavi pari al 30 per cento, grazie all’attivazione dei collegamenti charter con alcune destinazioni turistiche estive. Sono anche arrivate le delibere dei soci più importanti per la ricapitalizzazione: la Regione Basilicata ha ufficializzato la sottoscrizione di quote per un valore pari a circa 700 mila euro, mentre dalla Campania sono arrivati altri 950 mila euro. Soddisfatto Antonio Ilardi, presidente dimissionario ma ancora in carica della società di gestione dello scalo, mentre proprio dalla Regione Campania arrivano nuove notizie per il futuro dello scalo salernitano. Nella delibera di ricapitalizzazione del Costa d’Amalfi, infatti, Palazzo Santa Lucia spalanca di nuovo le porte alla privatizzazione della società di gestione, proprio in virtù del piano industriale presentato e approvato ieri dai soci del consorzio, che, oltre all’aspetto tecnico e infrastrutturale, prevede anche un progressivo risanamento dei conti.

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