Lotta alla Mafia. Il Comune di Padula assumerà i testimoni di giustizia. Il sindaco: “La legalità è nel nostro Dna”

Padula da tempo si è distinta e si vuole distinguere come cittadina che lotta contro le Mafie. L’eredità di Giustizia lasciata da Joe Petrosino, il poliziotto ucciso dalla Mafia proprio perché la combatteva con grande successo, ha lasciato le radici ben salde nella comunità padulese. E proprio da questo spirito che nasce l’idea da parte della giunta guidata da Paolo Imparato di assumere tra i propri dipendenti i “testimoni di giustizia”, rispondendo così alla circolare del Ministero dell’Interno con la quale si è introdotto in favore dei testimoni di giustizia il diritto all’assunzione nella pubblica amministrazione. La circolare è stata quindi “girata” alle prefetture che dovevano acquisire dalle Amministrazioni comunali con popolazione superiore ai cinquemila abitanti l’eventuale disponibilità di posti da riservare ai testimoni di giustizia. La Prefettura di Salerno ha richiesto alle varie amministrazioni di voler aderire al progetto e “considerato che il Comune Padula – si legge sulla delibera – è il paese natio di Joe Petrosino, divenuto simbolo della lotta alla mafia e considerato  che questa amministrazione considera importante mantenere alta l’attenzione sul fenomeno mafioso per denunciarne le implicazioni sui piani culturale, sociale, politico ed economico soprattutto promuovendo e radicando nei cittadini culture e pratiche di legalità democratica e sostenere ed essere solidali con tutte le famiglie che hanno subito la violenza mafiosa e con tutti coloro che sono esposti sul fronte antimafia”, si è ritenuto che ci sia la possibilità di assumere testimoni di giustizia in quanto “in linea con la Storia e le tradizioni di Padula nonché con gli obiettivi che questa amministrazione intende perseguire in tema di lotta alla criminalità”

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