Sabato a Padula l’inaugurazione della mostra fotografica “Silenzi” di Enza Polito

enza politoSabato 10 dicembre alle 17 nella Certosa di San Lorenzo in Padula – appartamento del Priore – verrà inaugurata la mostra fotografica “Silenzi” di Enza Polito.
All’evento interverranno: il sindaco di Padula, Paolo Imparato, l’assessore alla Cultura e alla Rete Museale del Comune di Padula, Filomena Chiappardo, il direttore della Certosa di San Lorenzo, Emilia Alfinito ed il professore Rino Mele,già ordinario di Storia del Teatro all’Università di Salerno, recensore della mostra.

silenzi
“Silenzi” è un ricerca in cui l’artista ha voluto reinterpretare la materia, in questo caso la roccia, approfondendo il suo desiderio di conoscenza interiore ed esteriore. Il lavoro di Enza Polito, durato circa due anni, si è svolto tra Toscana, Sardegna e Campania.
Come ha scritto nella sua recensione il professore Rino Mele: “Niente è più difficile da fotografare di ciò che è inorganico. Le pietre non hanno volto, non ti guardano (per farsi guardare), sono al di là del fotografo e di qualsiasi ipotesi di sguardo: ciò che è inorganico sfida la vita dal suo rovescio. Il fotografo è bloccato dall’assoluta mancanza di reciprocità, si trova solo, sbranato dall’attimo che gli precipita addosso”.
La recensione di Mele coglie in maniera profonda lo spirito e il taglio che Polito dà alle sue ricerche: “Così Enza Polito (che tratta gli animali e gli uomini come fossero morti) ha mostrato nel suo lavoro l’ansia di una profonda pietà, ne ha tratto graffiati volti e grida. Sabbia diventata dura, acqua del deserto prosciugata dai millenni, pietra fresca come un’anima, davanti ad essa Polito ha piegato la sua attenzione, il dolore di guardare chi non avrà mai gli occhi per rispondere. Il fotografo scava nell’altro lo sguardo che quello non sa di possedere, ne fa una grande maschera funebre. Così ora Enza Polito chiede alla pietra di scivolar via dalla sua fissità, di mostrarsi docile come una voce stregata da improvviso desiderio”. L’esposizione sarà visitabile fino al 31 marzo 2017.

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