Dopo la vittoria del no al referendum i giovani democratici chiedono un’assemblea ai vertici del partito provinciale e locale

All’indomani dell’esito referendario, dopo una analisi del voto che ha visto un risultato schiacciante del no anche nei paesi del Vallo di Diano, legato soprattutto al malcontento ed al disagio sociale del popolo italiano ed in maniera rilevante tra gli under 30, i Giovani Democratici del Vallo di Diano nelle figure dei segretari di circolo dei paesi di Polla, Sant’Arsenio, Teggiano, Sala Consilina e Sanza; chiedono ai vertici del Partito Democratico locale e Provinciale un’assemblea con segretari, iscritti e simpatizzanti; per analizzare l’esito del voto referendario e per discutere della programmazione futura in vista dei prossimi impegni.

“Le sconfitte non arrivano mai per caso. Al di là del voto politico, il malessere sociale prevale – si legge su un comunicato – soprattutto nella nostra generazione, dove non a caso ha stravinto il NO. Basandoci sui dati raccolti a seconda dei diversi istituti, gli under 34 hanno votato contro la riforma tra il 69% e l’81% e ci corre l’obbligo, e l’urgenza, di intervenire prima che la disinformazione e il populismo trovino spazio tra le nostre generazioni, cavalcando l’onda del malcontento e del disagio popolare. Questo dato ci fa riflettere profondamente sul perché e sui motivi che spingono i ragazzi della nostra età a non credere nella politica. In questa intensa campagna referendaria ci siamo impegnati assiduamente, riscontrando come il disinteresse e la disaffezione ai temi di pubblico interesse siano forti tra i nostri coetanei, e come i ragazzi si facciano facilmente abbagliare ed ingannare da chi strumentalizza la dilagante piaga del disagio sociale. Perciò riteniamo che, sebbene questo contesto abbia spinto i cittadini a bocciare la riforma che poteva rappresentare uno strumento di cambiamento; il PD debba ritrovare quello spirito di coinvolgimento, di appartenenza, di umiltà e di unità che sembra aver smarrito. Per questa serie di ragioni, noi Giovani Democratici sentiamo il dovere morale di richiedere agli amici dirigenti del Partito Democratico comprensoriale un’assemblea per riorganizzarci e mettere in chiaro le idee per ripartire più forti di prima e per affrontare le future sfide che attendono il nostro partito e il nostro territorio”.

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