Sant’Arsenio, Lettera Aperta dell’ex sindaco Antonio Coiro ai cittadini: accuse e precisazioni

L’ex primo cittadino di Sant’Arsenio Antonio Coiro scrive una lettera aperta ai cittadini di Sant’Arsenio, affissa anche nelle strade cittadine sotto forma di manifesto.

COIRO

Coiro ritorna sui motivi della caduta dell’amministrazione da lui guidata, accusando presunti “gruppi di interesse” che l’avrebbero causata. La seconda parte della lettera aperta è invece dedicata alla vicenda dell’impianto a biometano.

Lettera Aperta Antonio Coiro Sant'Arsenio

ECCO IL TESTO DELLA LETTERA APERTA:

“Cari Concittadini, non vi ho abbandonato o deciso così.

Sono altri amministratori, che rappresentano una quota modesta dei vostri voti, a decidere che le vostre scelte di rappresentanza non abbiano valore. Ma la legge così dispone e va rispettata. I tre consiglieri fuoriusciti dalla maggioranza (i nomi li sapete), insieme ai consiglieri di minoranza PD, hanno deciso che io, sindaco PD, non possa rappresentarvi, interrompendo così un iter amministrativo che , dopo un faticoso percorso, stava raggiungendo alcuni risultati positivi per la collettività, ma ero scomodo per alcuni gruppi di interesse che vedevano la difficoltà nel continuare a coltivare i propri affari: a volte interessi minimi, come quelli di ex-amministratori che non hanno reso la contabilità giudiziale di alcune gestioni partecipate, o vogliono evitare di saldare altri conti sospesi con il Comune.

Su tutto questo hanno deciso di innestare strumentalmente la vicenda biometano (che consente peraltro di capire chi sono i mandanti dell’operazione sfiducia e chi sta svolgendo esercitazioni pre-elettorali).

Sulla questione biometano corre l’obbligo di precisare:

– Che l’individuazione dell’area di Insediamento Produttivo (PIP) in contrada Fosso del Mulino non è stata stabilita da questa amministrazione ma da quelle precedenti

– Che l’assegnazione di tutti i lotti, compresi quelli in questione, avviene mediante bandi pubblici e previa verifica dell’ufficio tecnico, sulla base di richieste conformi al suddetto PIP

– Che il Comune si è limitato all’assegnazione dei lotti, ma non ha deliberato alcuna autorizzazione di fattibilità poiché le verifiche di impatto ambientale o di esercibilità delle attività spettano alla Regione, alla quale il Comune può proporre osservazioni sull’impatto ambientale.

Nel caso specifico il Comune potrebbe contestare il dimensionamento produttivo sulla base degli studi condotti dall’ISAAC, con il partenariato tra gli altri di Legambiente e del CNR, per conto della Commissione Europea.

Va precisato che tali studi, sebbene non giustifichino pur legittime preoccupazioni (e men che mai la loro strumentalizzazione), indicano con chiarezza che per una corretta progettazione le dimensioni dell’impianto devono essere proporzionate alla quantità di biomassa disponibile in un raggio massimo di 30-50 km.

Il progetto presentato dopo l’assegnazione dei lotti e al vaglio della Regione non pare corrispondere a tale criterio fondamentale di sostenibilità e in caso di conflitto il Comune avrebbe senz’altro negato il rilascio della concessione edilizia poiché a prevalere deve essere la volontà popolare, anche qualora ciò comporti la rinunzia ad alcuni benefici (riduzione delle bollette peri rifiuti, possibilità di conferire potature, sfalci, scarti e reflui di origine zootecnica, agricola ed alimentare).

Purtroppo, attualmente e fino a nuove elezioni, grazie alla sete di rivalsa di poche persone, non abbiamo una rappresentanza in grado di affrontare politicamente il problema

In tempi abbastanza recenti (ed è bene che chi non se ne è preoccupato all’epoca lo sappia) la rappresentanza comprensoriale del nostro Comune si è resa protagonista, contestando gli studi di impatto ambientale (facendo acquisire anche lo studio di un nostro concittadino ricercatore del CNR) a scongiurare l’avvento delle trivelle nel nostro Vallo e non vi è motivo per ritenere che abbia cambiato orientamenti.

Tanto comunico per doveroso rispetto ai Cittadini, confermando la disponibilità ad essere al servizio del mio Paese, a prescindere da ruoli istituzionali”.

Antonio Coiro

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