Sant’Arsenio: Biometano, il PD chiede la sospensione dell’assegnazione dei lotti

“Il circolo PD di Sant’Arsenio vuol sottoporre, con la presente, all’attenzione della S.V. la presenza di malessere fra la popolazione, legati alle innumerevoli incertezze che caratterizzano il processo di realizzazione e la futura esistenza di un impianto di digestione anaerobica della FORSU (frazione organica dei rifiuti solidi urbani) a Sant’Arsenio, nell’area P.I.P. in località Pozzo. Tali malumori sono iniziati nel momento in cui la popolazione ha avuto notizia della futura realizzazione dell’impianto in seguito alla pubblicazione all’albo pretorio del Comune di due delibere per l’assegnazione di sei lotti alla società “Biometano Salernitano srl”, con sede in Polla.

Si ritiene necessario valutare e discutere tali incertezze, anche se in alcuni casi in parte o totalmente infondate, in quanto proprie della maggioranza della popolazione e motivo, anche se non sempre giustificato, di estremo disagio.

La popolazione di Sant’Arsenio non ha chiara la ragione fondamentale alla base della scelta di realizzare il detto impianto a Sant’Arsenio e si chiede se il motivo di fondo sia realmente l’esigenza di smaltimento della FORSU, vuol capire se si tratti realmente d’una esigenza e come viene attualmente smaltita la FORSU che dovrà servire l’impianto di Sant’Arsenio; risposta difficile da dare considerando che il bacino d’utenza dell’impianto non è definito, il che risulta essere motivo di tante incertezze e conseguenti paure.

È ovvio che non si può dire “no” a tale impianto a priori: sono innegabili infatti i vantaggi . Ma è evidente che i vantaggi di tale tipologia di impianti, rispetto a un impianto di compostaggio, non sono tali in maniera assoluta, ma sono legati al contesto in cui l’impianto va a inserirsi.

Nel momento in cui consideriamo che questo impianto, con una capacità di 191,8 tonnellate di FORSU al giorno, troverebbe luogo a Sant’Arsenio, dove dovrà smaltire i rifiuti provenienti da un bacino d’utenza vastissimo, ci si accorge che questi rifiuti dovranno essere trasportati. Il trasporto dei rifiuti comporta emissione di CO2. L’impianto inoltre darebbe luogo, dalla spremitura e dalla digestione anaerobica della FORSU, ad altri prodotti, fra cui rifiuti plastici, materiale inerte, il digestato solido e il concentrato derivante dal trattamento delle acque; tali prodotti o rifiuti saranno destinati al conferimento presso terzi, per poter essere trattati, senza avere certezza che il ciclo di smaltimento avvenga correttamente. È dimostrabile l’impossibilità di produrre in un bacino d’utenza a km0 dall’impianto la materia prima tale da soddisfare la sua capacità, ossia 60.000 tonnellate all’anno, divisibili in 191,8 tonnellate al giorno: ciò implica che la soluzione di un impianto di DA di tali dimensioni a Sant’Arsenio non è una soluzione ottimale in termini di riduzione delle emissioni di CO2 e dunque non si confà agli obiettivi di Kyoto.

 

Per quanto riguarda il Vallo di Diano sarebbe ideale un impianto di capacità inferiore, come 20.000 t/y, situato in un’area idonea, non a ridosso dei centri abitati. I cittadini sono preoccupati dei disturbi olfattivi che potrebbero insorgere sia a partire dall’impianto che dal trasporto, la cui possibilità non può essere confutata. La pericolosità dell’impianto derivante da quanto detto si traduce in rischio dal momento che l’impianto in questione dovrebbe sorgere a ridosso del centro abitato di Sant’Arsenio, rendendo quindi gli abitanti, di per sé vulnerabili, esposti a tale pericolosità.

Altre preoccupazioni nascono dal traffico di automezzi in entrata e in uscita dall’impianto, che potrebbe creare degrado, effetti negativi su un eventuale sviluppo turistico, basato proprio sulla valorizzazione delle campagne, quindi dell’agricoltura e della zootecnia, cui questo territorio è vocato. Nella relazione tecnica non sono valutate inoltre le capacità e le condizioni del depuratore consortile, cui sono destinate le acque prodotte dall’impianto, dopo essere state trattate per essere rese assimilabili alle acque reflue urbane trattate dal depuratore.

Tutti questi effetti negativi che quest’impianto potrebbe avere potrebbero compromettere altre vie di sviluppo, come quelle basate sul turismo e sul settore primario, che con le potenzialità che questa terra offre, potrebbero apportare grandissimi benefici, non confrontabili con quelli che l’impianto di DA potrebbe offrire. Quest’ultimi non sono definiti e quindi noti alla popolazione, che non vedendo alcun sostanziale vantaggio in termini economici e occupazionali, ma solo rischi ha tutte le ragioni per essere preoccupata e prendere una legittima posizione, dicendo “no” allo smaltimento di 60.000 t/y di FORSU a Sant’Arsenio.

In conclusione il circolo PD di Sant’Arsenio richiede alla S.V. Ill.ma, per la salvaguardia del bene primario della salute dei cittadini di Sant’Arsenio, per la tutela dell’ambiente, per la salvaguardia del potenziale economico del territorio, di sospendere il provvedimento di assegnazione dei lotti, dal n° 9 al n° 14, individuati nel P.I.P., rimandando ogni utile decisione alla futura espressione politica che sarà democraticamente eletta.

Confidando nell’accoglimento delle nostre richieste si porgono distinti saluti”.

Riceviamo e pubblichiamo

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