Sala Consilina, partecipato convegno sul Rischio Sismico: “Non si sa quando, ma il terremoto tornerà”

Non si sa quando, ma il terremoto tornerà a colpire anche il Vallo di Diano. La spada di Damocle che pende sui territori salernitani e lucani è stata confermata nel corso del partecipato convegno sul Rischio Sismico svoltosi a Sala Consilina ed organizzato dall’Osservatorio Europeo del Paesaggio.

 

S1980001 RISCHIO SISMICO VALLO DI DIANO (2)

Le scosse sismiche si ripetono ciclicamente nelle aree a rischio, e nel caso del basso salernitano e della Lucania non bisogna mai dimenticare i precedenti storici, tra i quali il terremoto che il 16 dicembre 1857 fece tremare Campania, Basilicata, Lazio e Puglia, di magnitudo di 7 e che causò migliaia di morti.

RISCHIO SISMICO VALLO DI DIANO (3) RISCHIO SISMICO VALLO DI DIANO (4)

Dunque il Rischio Sismico resta e il terremoto tornerà; e visto che non si può prevedere quando, l’unica arma per combatterne gli effetti è quella della prevenzione, e su questo aspetto purtroppo anche nel Vallo di Diano c’è ancora molto lavoro da fare. A partire da un censimento dello stato di edifici pubblici e privati e, successivamente, dalla loro messa in sicurezza.

Il terremoto della Basilicata del 1857 fu un sisma che si abbatté nell’Italia meridionale, in particolare sulla Basilicata, il 16 dicembre 1857. Il sisma, con epicentro Montemurro e con una magnitudo di 7,0 e con un’intensità pari all’XI grado Mercalli, fu avvertito fino a Terracina e si scatenò con due intense scosse a distanza di pochi secondi l’una dall’altra, alle ore 22:15. Il terremoto devastò la Basilicata, in particolar modo la Val d’Agri, provocando diverse migliaia di vittime: solo a Montemurro, il centro più colpito dal sisma (tale sisma causò anche una forte frana che venne per buona parte arginata dal palazzo Robilotta, uno dei pochi edifici rimasti in piedi), i morti furono tra i 3000 e i 4000, su una popolazione totale di circa 7500 persone,[3] né miglior sorte toccò a tutti gli altri comuni colpiti dove, a fronte di un ben più esiguo numero di vittime, vennero comunque cancellate tutte le testimonianze monumentali del passato. A Saponara di Grumento (oggi Grumento Nova), con 2000 morti, ad esempio, fu completamente raso al suolo l’antico castello. Secondo i dati ufficiali pubblicati in una relazione del Ministero dell’Interno, solo in Basilicata morirono 9257 persone, su un totale di circa 11000 vittime (dati non ufficiali parlano di circa 19000 morti). Sempre nella sola Basilicata, vi furono invece 1359 feriti. A suo tempo venne considerato come il terzo terremoto più grande e più dannoso storicamente osservato in Europa (il primo in Italia), e dopo le prime notizie ricevute in Inghilterra si decise l’invio di una spedizione scientifica da parte della Royal Society of London allo scopo di studiare gli effetti del terremoto e migliorare lo stato delle conoscenze di sismologia. La spedizione fu guidata dall’ingegnere irlandese Robert Mallet, il quale si dedicava anche all’attività di sismologo.

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