Il Codacons Vallo di Diano interviene sulla vicenda dell’inquinamento fiume Cavarelli a Sassano

Di seguito il comunicato stampa a firma del Responsabile Codacons Vallo di Diano, Roberto De Luca che interviene sulla vicenda dell’ “inquinamento del fiume Cavarelli a Sassano”

“La stampa si è interessata, nel corso del tempo, ai fenomeni di inquinamento delle acque nei corsi d’acqua di Sassano e, più in generale, del Vallo di Diano. Basti leggere cosa scriveva Salvatore Medici, un noto operatore dell’informazione del luogo, su La Città del 19 luglio 2007, a pag. 36:

Gli episodi si ripetono nel tempo: prima a Silla di Sassano, poi tra Sassano e Teggiano, poco tempo fa tra San Pietro al Tanagro e Sant’Arsenio fino a Polla e ieri tra Teggiano e Sala Consilina. La presenza di pesci morti è la spia più evidente. I corsi d’acqua che attraversano il comprensorio del Vallo di Diano sembrano essere continuamente minacciati e con essi l’intero ecosistema”.

In particolare, per quanto concerne lo stato dei corsi d’acqua di Sassano, dobbiamo dire che esso è pessimo: interi fiumi, una volta grondanti di vita, oggi sono completamente morti. Per alcuni fiumi ancora serbiamo qualche speranza di recupero, sempre che si vogliano definitivamente eliminare le fonti di inquinamento stabilizzato e da sempre denunciato dalla nostra sede. Cosicché giunge stonato l’appello del sindaco del Comune di Sassano e presidente del Parco Nazionale del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni. Tale appello è stato recentemente pubblicato sulla stampa locale dopo l’ennesima conferma di un inquinamento sistemico dei corsi d’acqua di Sassano. Anni dell’attuale amministrazione a lista unica e delle passate a consenso allargato non sono serviti a sanare questa situazione. E così suona la dichiarazione:

Invito i cittadini a non essere omertosi e a segnalare qualsiasi informazione a noi o ai Carabinieri. Difendere il paese è come difendere la propria casa”.

L’amministrazione attuale dovrebbe invece chiedere scusa ai cittadini, che – senza assolutamente indulgere in pratiche omertose – hanno da anni denunciato questi stessi precisi fatti. Infatti, in molti sono convinti che notevoli sforzi andassero indirizzati a preservare il patrimonio ambientale e del paesaggio, ormai completamente abbrutito da lordure di ogni genere, da orribili cartelloni pubblicitari, posti anche sulle sponde dei fiumi, e da capannoni selvaggi, costruiti dappertutto, anche in zone di pregio ambientale. Questo andava fatto da parte di ciascun ente locale per rendere più godibile a eventuali visitatori le aree contigue al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Infatti, attraverso la cura attenta del territorio vi sarebbe stata una ricaduta occupazionale positiva non solo per l’impiego di maestranze di gestione del patrimonio ambientale, ma anche per il conseguente incremento delle attività agricole, agrituristiche e ricettive, integrate con attività ludiche e sportive. Un progetto di sviluppo locale è purtroppo tuttora assente. Di certo, però, appelli stonati e proclami mediatici fumosi non potranno mai sostituire l’adozione di una necessaria strategia politica per delineare il futuro prossimo della vallata.

 

Il Responsabile della Sede

  prof. Roberto De Luca                                                                                            

Una risposta

  1. Pietro Cusati ha detto:

    Qui est veritas ?

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