Ospedale di Polla, il Codacons: “Su Oculistica impugnare delibera del Direttore dell’ASL Salerno”

Sull’Ospedale di Polla e su quello che per il Luigi Curto prevede l’Atto Aziendale dell’ASL di Salerno riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Codacons Vallo di Diano, a firma di Roberto De Luca.

codacons de luca

“Vicenda Unità Operativa di Oculistica a Polla: i cittadini del Vallo di Diano vogliono vederci chiaro.  Oculistica, infatti, risulta Unità Operativa Complessa (UOC) nell’Atto Aziendale di gennaio e viene declassata – inspiegabilmente – a “Semplice” (UOSD)  nella delibera n. 137 di febbraio. Che cosa è successo in un mese? Chi non dice o non vuole dire la verità al cittadino?”      

“Per non cadere nella trappola della “post-verità”, siamo costretti a studiare. Infatti, grazie all’ultima riunione (eufemisticamente definita “conferenza”) dei sindaci del Vallo di Diano, in occasione della quale è stato prodotto un gradito e significativo “live”, il cittadino medio ha potuto solo prendere atto dell’assenza di una consapevolezza di fondo dei problemi che attanagliano il nostro territorio. Il tutto condito da una sconcertante approssimazione, da un campanilismo del tempo che fu e da un turploquio da trivio. La mesta vicenda sanitaria ha avuto inizio alcuni anni fa con il piano di risanamento (vocaboli che a volte risuonano come espressioni suine di orwelliana memoria) del servizio sanitario regionale. Gli effetti di cotanto impegno socio-politico da parte del “partito della nazione” si sono manifestati lo scorso anno, quando dovemmo annunciare, nostro malgrado, il declassamento del presidio sanitario di Polla a Pronto Soccorso, avendo riscontrato ciò nell’elenco nazionale delle strutture d’emergenza reso noto dal Ministero della Salute. Ricevemmo, per questa nostra sufficiente capacità di lettura di atti pubblici, un attacco concentrico, non solo da parte degli amministratori sempre benevolmente disposti nei confronti di un’associazione impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini, ma anche da altre parti che non credevamo schierate su posizioni a noi opposte. Certo, la nostra reazione fu immediata e netta, cosicché i pompieri del giorno dopo si affrettarono a definirci con ogni possibile epiteto. La lenta presa di coscienza del declassamento del plesso ospedaliero da parte di una classe dirigente (o “digerente”?) non produsse, tuttavia, alcune scuse nei confronti della Sede Codacons locale. Arrivò quindi, nel Maggio 2016, la notizia del tanto paventato progressivo depotenziamento delle strutture. Nell’organizzazione dell’emergenza cardiologica, per esempio, il plesso di Polla fu definito uno “spoke” (UTIC senza Emodinamica Interventistica) che si affiancava a un ”hub” di primo livello (UTIC con Emodinamica Interventistica) che faceva riferimento a un “hub” di secondo livello (UTIC con Emodinamica Interventistica e Cardiochirurgia). Comprendiamo le conseguenze di tutto ciò per un cittadino di Montesano SM, ad esempio. È arrivata, infine, la delibera n. 137 del 22 febbraio 2017 a firma del Direttore Generale dell’ASL Salerno: la disciplina di Oculistica è individuata – molto stranamente – come UOSD (Unità Operativa Semplice Dipartimentale). Così come spiegato dalla stampa locale, questo significherebbe sia l’assenza di un primario selezionato per concorso, sia una minore presenza di risorse strumentali. Eppure nell’Atto Aziendale pubblicato su BURC e sul sito dell’ASL Salerno e richiamato nella stessa delibera, il reparto di oculistica appare come UOC (Unità Operativa Complessa) a pag. 122. Pertanto, sembrerebbe che la delibera del DG dell’ASL Salerno non rispecchi a pieno il contenuto del documento aziendale. Ecco, avremmo voluto che di queste cose si discutesse in una riunione di persone minimamente attente e competenti. Adesso c’è ancora circa un mese per un ricorso al Tribunale Amministrativo per evitare questo ennesimo schiaffo alla vallata. Nessun dorma! Anche perché, intanto, si vocifera che una mega-struttura ospedaliera (privata) sorgerà nel nostro territorio. Ne vogliamo parlare di ciò, anche a fronte di questi ultimi fatti? Oppure crediamo che a questa “vox populi” non si debba dare credito? Oppure di ciò non si può e non si deve parlare fino al taglio del nastro da parte di un rappresentante istituzionale di altissimo livello?”.

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Una risposta

  1. Dott. Nunzio Antonio Babino ha detto:

    La “via di uscita” c’è ed è praticabile nel rispetto delle normative in materia.
    I parametri standard per l’individuazione delle strutture complesse e delle strutture semplici nella organizzazione del SSN sono state definite nel documento approvato il 26 marzo 2012 dal Comitato permanente per l’erogazione dei LEA, di cui all’art. 9 dell’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005.
    I suddetti parametri sono stati applicati in Regione Campania con DCA n.18/2013, il quale per i Presidi ospedalieri di ASL ha previsto una struttura complessa ogni 22 posti letto, da intendersi a livello aziendale, ma da riferire anche al singolo presidio ospedaliero in ragione della sua importanza nella rete ospedaliera territoriale.
    Le strutture complesse per le discipline senza posti letto possono essere attinte con riferimento ai parametri territoriali nella misura di 1 unità complessa ogni 13.515 abitanti, per cui nella ASL Salerno, in relazione ai 1.811 posti letto programmati, le Unità complesse sono previste in 82,31, mentre in base agli abitanti, calcolati in 1.106.506, sono previste nel numero di 81,87 (vedi Atto aziendale pag.107).
    L’Ospedale di Polla a pieno titolo fa parte della rete dell’emergenza, anche per la posizione territoriale strategica nel Vallo di Diano, quale vasto territorio a confine con la Regione Basilicata.
    A Polla sono previsti 212 posti letto e, pertanto, il calcolo per le strutture complesse con posti letto è il seguente: 212 diviso 22 = 9,64 strutture complesse con posti letto, con possibile arrotondamento a 10.
    Invece ne sono state riconosciute soltanto 7, dovendosi escludere dal compito la direzione sanitaria e il servizio di laboratorio, strutture senza posti letto, che possono attingere dai parametri territoriali. E’ evidente che a Polla possono essere riconosciute strutture complesse con posti letto almeno altre tre unità operative: oculistica, neurologia, e perché no, anche pediatria.
    Applicando i parametri territoriali, 1 struttura complessa senza posti letto ogni 13.515 abitanti, nel Vallo di Diano (67.037 abitanti, come riportato nell’Atto aziendale), tra le strutture complesse senza posti letto può essere individuato anche il Servizio di Radiologia.
    Guardando ai dati degli altri Ospedali, così come riportati nell’Atto aziendale, emerge che per l’Ospedale di Eboli (166 posti letto complessivi, ovvero 46 posti meno di Polla) le strutture complesse con posti letto sono 8 + 3 senza posti letto; per l’Ospedale di Vallo della Lucania (322 posti letto) le strutture complesse con posti letto sono 12 + 5 strutture complesse senza posti letto; per l’Ospedale di Nocera Inferiore (366 posti letto) le strutture complesse sono 16 con posti letto + 6 senza posti letto, più del doppio rispetto a Polla, ma i posti letto non risultano essere il doppio.
    Al di là dei numeri riferiti ai posti letto non si comprende perché l’Oculistica deve essere struttura semplice a Polla e invece struttura complessa ad Eboli ed a Nocera Inferiore; perché la Neurologia deve essere struttura semplice a Polla con 15 posti letto ed invece struttura complessa a Nocera Inferiore con 14 posti letto; perché la Pediatria deve essere struttura semplice a Polla ed invece struttura complessa a Nocera inferiore; perché la Pneumologia deve essere struttura semplice a Polla ed invece struttura complessa a Nocera Inferiore; la stessa Radiologia perché deve essere struttura semplice a Polla, mentre a Vallo della Lucania sono previste due strutture complesse distinte e separate sia la Radiologia che la Neuroradiologia, nella stessa area funzionale omogenea; sempre a Vallo della Lucania sono state riconosciute strutture complesse sia la Chirurgia generale che la Chirurgia vascolare, quest’ultima dotata di soli 10 posti letto, dimenticando che si tratta di aree funzionali omogenee.
    Ecco la vera materia di discussione e di approfondimento per la Conferenza dei sindaci del Vallo di Diano……. Buon lavoro !

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