Morte di Giovanni Casaburi, da Sala Consilina un post scritto con il cuore esprime il dolore di chi lo conosceva

Da Sala Consilina parole ed emozioni che sgorgano dal cuore per Giovanni Casaburi. A scriverle è Rosaria, che Giovanni l’ha conosciuto, perché era figlio di una sua vicina di casa. Saputo della tragedia che ne ha causato la morte a 53 anni nell’incidente stradale verificatosi sulla A10 tra Genova e Savona, mentre era intento al lavoro in un cantiere autostradale, Rosaria ha affidato alla sua bacheca del social network Facebook il suo dispiacere. Raccontare e immaginare l’ultima giornata di Giovanni è solo un modo ed uno spunto per dedicargli parole affettuose e dispiaciute per quanto accaduto, interpretando così anche il sentimento comune e diffuso della comunità di Sala Consilina e del Vallo di Diano. “Giovanni era una persona a modo -ci ha detto Rosaria quando l’abbiamo contattata-  e ti salutava sempre, ci parlavi tranquillamente e capivi quanto era intelligente. Naturalmente come tutti, ha avuto i suoi alti e bassi. Sposato e poi separato, aveva due figli: Michela e Carmine, che sono una pasta di pane veramente. Si era trasferito vicino Savona da circa dieci anni, ed aveva una compagna. Era un gran lavoratore, ed una persona disponibilissima”. Poche parole che fanno capire come la morte di Giovanni Casaburi sia una perdita che colpisce profondamente chi lo conosceva, e lascia il segno. E anche un senso di frustrazione e di impotenza.

giovanni casaburi 3

Ma ancora di più per comprendere chi era Giovanni Casaburi e il vuoto che lascia basta leggere il post di Rosaria, che ci è sembrato significativo pubblicare in sua memoria. Eccolo:

“Tutti che scrivono.

Adesso scrivo un po’ io…

Allora questa è la storia di un signore di 53 anni che come ogni mattina, si sveglia, fa colazione, fuma una sigaretta, poi si va a lavare, indossa gli abiti da lavoro (un pantalone ed una casacca arancione fluo con una striscia catarifrangente grigia), scende da casa e va a lavoro. Non gli importa che sia domenica, qualsiasi giorno è buono per lavorare, soprattutto se hai un posto fisso e se ti pagano.

Sempre questo signore, che ora chiamerò Giovanni, sale in macchina e raggiunge il cantiere autostradale dove quella mattina, insieme ad altri operai come lui, dovevano occuparsi del guardrail della corsia autostradale che qualche giorno prima era stato sfondato da uno sbandamento di un autocarro (il camion che tutti conoscono).

Un operaio appone tutti i segnali per far sì che un automobilista possa rallentare e prestare attenzione a loro, torna indietro ed inizia a lavorare insieme a Giovanni.

Tra una chiacchiera, una sigaretta, si lavora per mettere in sicurezza quel tratto… Fino a quando un camion molto grande, che non poteva viaggiare, ma che lo faceva solo perché aveva un carico speciale, vai a capire come…sbanda… Si ribalta, travolge macchine, buttandone in un burrore una (i cui passeggeri non hanno alcuna ferita molto grave)…ma travolge anche gli operai, e quindi Giovanni che insieme ad un suo amico e collega, stavano lavorando, si ritrovano da un momento all’altro a volare in cielo, senza nemmeno aver avuto l’occasione di salutare parenti, amici, figli mamme e padri.

E fu così che i parenti di Giovanni, corrono a vederlo sapendo questo esito…

Giovanni è morto in un incidente stradale, una domenica mattina, facendo il suo lavoro.

Così finisce la storia di Giovanni, operaio autostradale di 53anni, morto oggi…

Ovviamente io l’ho spiegata in modo semplice, ma sono super convinta che sia andata diversamente e solo lui, sa veramente tutto.

Riposa in pace giovà… avevi una vita davanti, dovevi goderti questa vita ancora per molto tempo… Giovà Sala Consilina ti ri-aspetta, per un ultimo saluto”

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