Assenteismo al Ruggi, a processo altri 152 dipendenti: nessuno prosciolto nelle due udienze preliminari del secondo filone d’indagine

“Vanno tutti a processo i 152 dipendenti del Ruggi d’Aragona di cui la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per assenteismo, nell’ambito del nuovo filone d’indagine per il quale il gup Piero Indinnimeo ha definito ieri due udienze preliminari”. Lo si apprende dal quotidiano “La Città di Salerno”. “Nessuno degli imputati, si legge ancora sull’articolo a firma di Clemy De Maio,  ha scelto la via del rito abbreviato e per nessuno il giudice ha ritenuto che vi fossero gli estremi per chiudere la vicenda in fase preliminare. Sarà nel corso dei processi, che inizieranno a ottobre, che gli imputati potranno provare la loro presenza in ospedale, sottoponendo al tribunale testimonianze e registri operatori e di reparto. In molti casi la loro posizione risulta infatti meno gravata rispetto a quelle dei tredici colleghi rinviati a giudizio lo scorso ottobre. Se per alcuni dei primi imputati vi erano persino filmati che li ritraevano in acquisti o passeggiate mentre dovevano essere in servizio, in questa seconda tranche dell’inchiesta le anomalie riscontrate sarebbero compatibili con la versione difensiva: un mero scambio di badge, per accelerare i tempi di’ingresso e uscita dall’azienda ospedaliera, ma senza intaccare la permanenza a lavoro”.

“Le accuse, aggiunge il quotidiano salernitano, vanno dalla violazione della legge sul pubblico impiego (per l’utilizzo irregolare del cartellino marcatempo) alla truffa ai danni dello Stato (per la quota di stipendio che sarebbe stata percepita in periodi di assenza dal posto di lavoro). Secondo il pubblico ministero Francesco Rotondo gruppi di dipendenti ospedalieri si erano organizzati per scambiarsi il badge, con il risultato che alcuni timbravano per altri, i quali risultavano presenti anche quando non erano ancora entrati in ospedale oppure ne erano usciti in anticipo. Per questo ad essere sul banco degli imputati sono tanto i presunti assenteisti quanto chi li aiutava, tanto più che nelle carte della Procura i nomi spesso coincidono, tratteggiando un sistema circolare di scambi di favori”.

Sul quotidiano “La Città di Salerno” tutti i nomi degli indagati. 

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