Pasquetta shock ad Auletta: strage di ovini per l’attacco di un branco di lupi. Uccise 60 pecore

Circa 60 pecore uccise: è il bilancio della strage di ovini causata dall’attacco di un branco di lupi avvenuto nel giorno di Pasquetta ad Auletta, sulla montagna di Serra San Giacomo, ai confini tra il Comune di Auletta e quello di Caggiano. Il gregge di proprietà dell’allevatore Vincenzo Cafaro era intento come sempre al pascolo libero in quella zona quando, intorno alle 17:00 del pomeriggio, è stato assalito da un branco di lupi. Da quanto si apprende i lupi avrebbero spinto il gregge impaurito in un’area particolarmente impervia e piena di rovi, un vicolo cieco e senza uscita dove hanno potuto portare il proprio attacco nel modo più redditizio.

BRANCO DI LUPI STRAGE DI PECORE AULETTA

Oltre ai capi azzannati e feriti, e quindi uccisi direttamente dai lupi, gran parte delle pecore sono finite ammassate in mezzo ai rovi, e per questo sono rimaste uccise per soffocamento. L’allevatore aulettese, accortosi di quanto stava accadendo, è accorso sul posto quando i lupi erano ancora visibili in lontananza, trovandosi davanti ad uno scenario drammatico: tra decine di ovini morti e feriti e altri ancora intrappolati e impauriti. Difficilissimo è risultato anche il salvataggio dei capi rimasti illesi.  L’area dove si è verificato l’attacco dei lupi non è una zona di alta montagna. Si tratta di una zona nella quale sono presenti diversi allevatori, non lontana da alcune abitazioni. Un danno economico non da poco per l’allevatore aulettese: tutti gli animali morti producevano, e molti avevano anche agnelli piccoli che in seguito a quanto accaduto Vincenzo Cafaro non ha potuto più tenere. La produzione di latte, che era di un quintale e mezzo circa, è ora diminuita di 40/50 litri. Il danno, oltre alla perdita degli animali, si può quantificare in circa 15mila euro. Nella giornata di martedì sul posto sono intervenuti i veterinari dell’ASL di Salerno per le necessarie certificazioni: oltre alla perdita dei capi del gregge, infatti, allo sfortunato allevatore sono toccate anche le spese per lo smaltimento delle carcasse, come previsto dalla legge. Alcune carcasse sono state inviate all’Istituto Zooprofilattico per accertare le cause della morte, dovuta non a malattia ma a soffocamento in seguito all’assalto dei lupi. “Abbiamo voluto rendere pubblico quanto accaduto -spiega Roberta, figlia dell’allevatore aulettese- prima di tutto per mettere in guardia gli altri allevatori della zona. E poi per far capire alle autorità competenti che la cosa è pericolosa e rappresenta un campanello d’allarme. I lupi sono specie protetta, e se uno del branco fosse stato ucciso si sarebbe giustamente scatenato un pandemonio. Ma quello che è successo nemmeno è giusto -conclude Roberta- perché gli allevatori lavorano con le loro greggi e dietro questa attività c’è tantissima fatica quotidiana. Quanto accaduto non deve restare un capitolo chiuso: domani potrebbe capitare a qualcun altro”.

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