Morì cadendo da un capannone a San Gregorio Magno: a processo il proprietario dello stabile

Dovrà rispondere dell’accusa di omicidio colposo per la morte di Giuseppe Barberio. Il tutto risale al marzo del 2016 a San Gregorio Magno quando Barberio cadde dallo stabile di Antonio Policastro, un falegname, e morì a causa delle ferite riportate dal volo. Policastro – secondo l’accusa – aveva convocato Barberio, per effettuare alcuni lavori sullo stabile in questione, ma senza le dovute accortezze del caso che portarono poi alla caduta. La tesi difensiva invece, portata avanti dagli avvocati di Policastro Vincenzo Morriello e Pasquale Barberio, ha cercato e cercherà di dimostrare nel corso del dibattimento che i due avevano trascorso una giornata insieme a pranzo. Una giornata tra amici che purtroppo – secondo i legali della difesa – era finita tragicamente. Il 50enne di San Gregorio Magno – sempre secondo la tesi difensiva – a un certo punto sarebbe salito sul tetto dello stabile dal quale è scivolato. Un volo che è gli stato fatale. La famiglia della vittima di quel terribile incidente è tutelata dagli avvocati Pasquale Freda e Antonio Turco e come emerso nel rinvio a giudizio sono convinti che il loro caro sarebbe stato chiamato per effettuare alcuni lavori in quanto lo stesso Barberio effettuava dei lavori di falegnameria. La decisione di rinviare a processo per Antonio Policastro è stata presa dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Salerno Donatella Mancini e il processo avrà inizio il primo marzo 2018. La Cgil si è costituita parte civile nel processo con l’avvocato Aldo Avvisati.

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