Gli operai della Ergon fuori dai cancelli dell’azienda di Polla: “Nessuna risposta sul nostro futuro”

Circa venti operai della Ergon questa mattina si sono ritrovati davanti ai cancelli, chiusi, della sede dell’azienda a Polla, per chiedere delucidazioni sul loro futuro. Questo perché una volta terminati i corsi di aggiornamento (una soluzione alternativa, poco chiara e soprattutto precaria) effettuati in regime di autosospensione da parte degli stessi operai, questi invocano chiarimenti sul loro destinoe sugli stipendi arretrati. L’Ergon in una nota ha risposto nei giorni scorsi che “attesa la grave crisi aziendale che la nostra società sta attraversando – si legge in una lettera firmata dal liquidatore Fabio Condemi – vi invitiamo dal soprassedere dal rientro in azienda così come comunicato anche in considerazione del fatto che la società è in attesa delle determinazioni della Regione Campania per il ricollocamento dei dipendenti in esubero. Ogni ulteriore determinazione dovrà essere oggetto di attenta analisi anche in considerazione di quanto verrà comunicato dalla Regione”. Gli operai però hanno comunque voluto cercare risposte direttamente sul “campo” ma senza averne. Cancelli chiusi. Questo ulteriore capitolo si aggiunge in uno scenario che vede l’istanza di concordato presentata il 6 aprile anno per evitare pagamenti “soggettivi” da parte delle varie amministrazioni in una pratica non sempre molto chiara che vede “favorire” alcuni operai e altri no, invece di pagamenti condivisi e a pioggia. Il sindacalista Vincenzo Guidotti (Azzurro) presente a Polla, tuona: “E’ una vergogna”.

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