Certosa di Padula, con Geppino D’Amico un riepilogo su mostre e iniziative “di ieri e di oggi”

La performance dell’artista Vanessa Beecroft ha riportato sotto i riflettori la Certosa di Padula. Delle varie iniziative e mostre che, nel corso degli anni, hanno cercato di valorizzare il monumento certosino, abbiamo parlato con il giornalista e storico Geppino D’Amico. La domanda che tutti si pongono ovviamente è sempre la stessa: si faceva di più e meglio prima o si fa meglio adesso per valorizzare la Certosa di Padula?

GEPPINO su certosa di padula

Partendo ovviamente dall’attualità e sulla recente performance della Beecroft, ma andando poi indietro nel tempo per cogliere le differenze delle attuali iniziative con quelle, ad esempio, messe in campo dall’ex curatrice della Certosa Vega De Martini. A questo proposito va ricordato che nel corso dei diciotto anni da lei trascorsi in Certosa (1982-2000), il complesso monumentale viveva una stagione di successi turistici e culturali, testimoniati dal fatto che le presenze annuali superavano ampiamente quota 200mila.

CERTOSA DI PADULA CARTHUSIA

La certosa di Padula è la prima certosa ad esser sorta in Campania, anticipando quella di San Martino a Napoli e di San Giacomo a Capri. Occupando una superficie di 51.500 m², contando su tre chiostri, un giardino, un cortile ed una chiesa, è uno dei più sontuosi complessi monumentali barocchi del sud Italia nonché la più grande certosa a livello nazionale,  e tra le maggiori d’Europa. Dal 1957 ospita il museo archeologico provinciale della Lucania occidentale. Fu dichiarata nel 1998 patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, assieme ai vicini siti archeologici di Velia, Paestum, al Vallo di Diano e al parco nazionale del Cilento. Dal dicembre 2014 fa parte dei beni gestiti dal Polo museale della Campania.

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