La doppia beffa dei proprietari di alcuni terreni a Polla: “bloccati” dal Parco e costretti a pagare una tassa medievale

In questi giorni si è tenuto un incontro a Polla tra i proprietari di alcuni terreni gravati dal cosiddetto livello (“enfiteusi) con l’Amministrazione comunale. Si tratta una tassa dalla radici antiche di terreni che una volta erano di proprietà degli enti comunali. E’ di una tipologia contrattuale riferita agli obblighi e ai diritti per i quali il soggetto intestatario di livello a parte l’obbligo di corrispondere un canone a favore del Comune potrebbe affrancare il terreno dall’obbligo medesimo con la corresponsione di un importo pari a 15 volte il canone annuale. Il Comune di Polla ha quindi avviato un censimento sui terreni in questione per evitare – come si legge sulla missiva inviata ai proprietari – di incorrere in responsabilità di natura contabile. In pratica questi terreni erano di proprietà del Comune in tempi passati e poi sono arrivati nelle mani dei privati. Il problema, il primo, riguarda il fatto che molti degli attuali proprietari hanno acquistato i terreni da altri privati e non dal Comune. In questi casi sarebbe mancata la vigilanza del notaio. Non solo. Alcuni dei proprietari di questi terreni tempo fa hanno dovuto rinunciare all’uso degli stessi e soprattutto al taglio degli alberi, in quanto inseriti nei confini del Parco del Cilento Vallo di Diano e Alburni senza che il Comune di Polla desse loro notizia. Per questo motivo, all’epoca, nacque anche una raccolta firme e da tempo gli stessi proprietari stanno cercando una soluzione. Per ora hanno solo trovato una doppia beffa.

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