Siccità, il Tanagro non c’è più: fiume prosciugato da Padula a Casalbuono, dramma ambientale nel Vallo

A partire dal territorio di Padula e scendendo a sud fino a Casalbuono, il fiume Tanagro non c’è più. Sono le drammatiche conseguenze, testimoniate dalle nostre immagini, della siccità che ha caratterizzato l’estate 2017 e che ha colpito in modo particolare il corso d’acqua che attraversa il Vallo di Diano.

Il Tanagro nasce infatti a sud grazie alle acque provenienti da Casalbuono e dal torrente Rio Freddo, alle quali poi si aggiungono più nord quelle provenienti da Montesano SM e dal cosiddetto “Imperatore”. Questa ultima sorgente è attualmente l’unica rimasta attiva: le acque dell’Imperatore da Montesano arrivano a Padula diventando “Lamicelle” e si immettono nel Tanagro nei pressi del ponte di Caiazzano.

tanagro prosciugato tanagro prosciugato 2

Tra Padula e Casalbuono, invece, le sorgenti sono prosciugate e il Tanagro non c’è più: il letto del fiume è in secca, come mostrano le immagini registrate a Padula presso il Ponte dei Giuliani, in una delle cosiddette “zone umide” volute dal Consorzio di Bonifica Vallo di Diano – Tanagro, proprio per preservare l’ecosistema attraverso sbarramenti ideati per “fermare” l’acqua. Un tentativo di creare delle piccole oasi preservando la fauna territoriale che però, di fronte a mesi di siccità, si è dimostrato insufficiente. La secca del Tanagro ha conseguenze gravissime per tutto l’ecosistema ambientale, con affluenti e contra-fossi totalmente prosciugati.

TANAGRO PROSCIUGATO 3

Le conseguenze ambientali sono drammatiche: per decine di chilometri si è persa totalmente la fauna ittica che popolava il corso d’acqua valdianese, ma anche buona parte della flora è andata distrutta. Ed anche a nord del ponte di Caiazzano, da Sassano verso Polla, la situazione del Tanagro è sempre più grave, visto che la portata d’acqua dell’unica sorgente rimasta attiva, quella proveniente da Montesano, sta giorno per giorno diminuendo per la siccità, ed in ogni caso non basta. E quello che rimane del patrimonio ittico va purtroppo sparendo anche in questa area. Alla siccità si aggiungono poi episodi criminali che aggravano la situazione ambientale, come l’incendio di probabile origine dolosa verificatosi proprio presso il Ponte dei Giuliani. In fiamme sono andati rifiuti abbandonati abusivamente, tra i quali copertoni, pneumatici e plastiche varie: a conferma della stupidità dei soliti ignoti, che non si fermano nemmeno di fronte alle situazioni di più evidente emergenza ambientale. Tra l’altro in questi giorni il Consorzio di Bonifica è impegnato nella pulizia degli argini e del “letto” del Tanagro dai tanti rifiuti emersi a causa del prosciugamento delle acque. 

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