Una “banca delle terre incolte”: la proposta dell’amministrazione di Sant’Arsenio

L’amministrazione comunale di Sant’Arsenio, guidata dal sindaco Donato Pica, propone di istituire la “Banca delle terre abbandonate o incolte”. L’idea è stata esposta nel corso della giunta comunale partendo da quanto previsto dal decreto-legge dello scorso giugno in merito alle “disposizioni urgenti per la crescita economica nel mezzogiorno” che prevede, tra le altre cose, la valorizzazione di “ terreni abbandonati o incolti e di beni immobili in stato di abbandono”. Nel decreto si specifica che si “considerano abbandonati o incolti i terreni agricoli sui quali non sia stata esercitata l’attività agricola minima da almeno dieci anni,  i terreni oggetto di rimboschimento artificiale o in cui sono insediate formazioni arbustive ed arboree, ad esclusione di quelli considerati bosco,  le aree edificate ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico-ricettivo e le relative unità immobiliari che risultino in stato di abbandono da almeno quindici anni o nelle quali non risultino più operative aziende o società da almeno quindici anni”. I beni possono essere dati in concessione, per un periodo non superiore a nove anni rinnovabile una sola volta a persone di età compresa tra i 18 e i 40 anni, dopo la presentazione di un progetto volto alla valorizzazione e all’utilizzo del bene.

Al termine della giunta comunale, il sindaco Pica, ha dato mandato al responsabile dell’Ufficio tecnico Comunale di Sant’Arsenio, di individuare “i beni immobili, di cui il Comune di Sant’Arsenio è titolare, che rientrino nella definizione prevista dal decreto legge, con particolare riguardo ai terreni agricoli”.

Nella delibera di giunta pubblicata sull’albo pretorio on line si precisa che “l’attuazione di quanto specificato ai punti precedenti costituisce obiettivo strategico dell’amministrazione comunale e sarà oggetto di valutazione in sede di verifica degli obiettivi di performance individuale e organizzativa”.

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