Padula, nel corso della Giornata del Ricordo premiati i vincitori del Concorso “Arte e Poesia”

Si è rinnovato domenica scorsa a Padula l’appuntamento con la Giornata del Ricordo, ormai tradizionale incontro annuale dedicato agli ex-allievi dell’Orfanatrofio della Certosa di Padula che restò aperto dal 1923 al 1960.

 

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Nel corso del partecipato convegno si è svolta anche la premiazione della 4^ edizione del Concorso “Arte e Poesia”, dedicato a Padre Giovanni Minozzi, a cui insieme a padre Giovanni Semeria si deve la fondazione dell’Orfanatrofio per orfani di guerra della Certosa e di tanti altri. Per la Poesia il 1° Premio è andato a “Notte Amica” di Romualdo Guida. Per la sezione Arte, due le categorie: per la Pittura ha vinto “Natività con Madonna” di Elena Vilkov e per quanto riguarda la Grafica primo gradino del podio per “Ali per volare” di Assunta Giovanninelli. Ma sono stati diversi gli artisti e i poeti meritevoli di citazioni e di premi aggiuntivi.

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L’evento è stato promosso come sempre dall’Associazione Culturale “Nuove Idee” di Padula”, in collaborazione con la Banca Monte Pruno. Unico rammarico per gli ex orfani e le loro famiglie l’impossibilità di svolgere la Gionata del ricordo all’interno del monumento certosino.

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La Giornata del Ricordo da alcuni anni ha portato alla ribalta nazionale una pagina di grande importanza, a lungo sconosciuta, della Certosa di San Lorenzo. Il monumento certosino fu infatti dal 1923 al 1960 provvidenziale luogo di accoglienza per circa 1000 orfani di guerra. A scrivere questa nobile pagina della Certosa di San Lorenzo furono soprattutto le figure indimenticabili di Padre Giovanni Semeria e di padre Giovanni Minozzi, i due sacerdoti ai quali si deve la fondazione dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia, e quindi dell’Orfanatrofio della Certosa di Padula e di tantissimi altri. Non a caso per entrambi è in corso la causa diocesana di beatificazione. Ai tanti disperati orfani di guerra che in circa 40 anni di attività trovarono asilo nel monumento certosino, fu garantito un tetto, la sopravvivenza e soprattutto l’istruzione: tutto ciò cambiò le sorti della loro vita. L’orfanatrofio, con soli 3 anni d’interruzione (nel periodo della II Guerra Mondiale, dal 1943 al ’46), portò avanti con successo le sue attività di formazione, anche attraverso la scuola di avviamento agrario e la scuola di specializzazione industriale.

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