Gestione Certosa di Padula, argomento tabù? Accetta lo propone, Imparato la prende male: i retroscena

“Attenzione a non sconfinare negli «orticelli» altrui!”. Sembra proprio essere questo il motto che da diversi decenni caratterizza l’azione politica di diversi amministratori del Vallo di Diano, un “diktat” che man mano che il tempo passa diventa sempre più difficile da scardinare.

 

raffaele-accetta fondi poc PAOLO IMPARATO EX TRIBUNALE

L’ultimo esempio è davvero eclatante: la richiesta del Presidente della Comunità Montana Vallo di Diano Raffaele Accetta di sottoporre all’attenzione dei colleghi sindaci valdianesi il tema della gestione della Certosa di San Lorenzo, avrebbe infatti generato la piccata reazione del Sindaco di Padula Paolo Imparato. Eppure la valorizzazione del monumento certosino non è certo argomento che riguarda soltanto il comune padulese, ma tutto un territorio che potrebbe giovarsene, attraverso i conseguenti indotti. Proprio il Comune di Padula avrebbe forse dovuto porre il tema all’attenzione generale, visto e considerato che le carenze dell’attuale gestione sono balzate ripetutamente all’onore delle cronache negli ultimi anni, anche grazie alle puntuali inchieste del giornalista Aldo Bianchini, pubblicate su ilquotidianodisalerno.it.

COLLAGE CERTOSA ALBANESE ok

Per portare il tema all’attenzione generale c’è invece voluto l’intervento del direttore generale della Banca Monte Pruno Michele Albanese, che ha avuto il merito di riaprire un dibattito affatto stucchevole o strumentale ma concreto e di vitale importanza per lo sviluppo territoriale. In questo contesto a molti è sembrata ovvia e lodevole l’iniziativa del Presidente dell’ente montano valdianese Raffaele Accetta, che ha voluto inserire all’ordine del giorno di una recente riunione dei sindaci valdianesi, convocata proprio a Padula per parlare del Piano Sociale di Zona e della sua trasformazione in Consorzio, proprio la discussione sulla Certosa di Padula. Eppure a qualcuno l’iniziativa non è sembrata opportuna: in particolare il sindaco padulese Paolo Imparato non avrebbe preso bene l’intromissione del collega. E così sarebbero partiti messaggi non proprio «gentili» indirizzati non solo ad Accetta ma a tutti i sindaci valdianesi, per annullare il confronto sul monumento certosino. Una reazione che qualcuno avrebbe preso con un sorriso, conoscendo il “caratterino” impulsivo del primo cittadino padulese, ma che avrebbe lasciato invece sconcertato qualcun altro.

Tra i più sconcertati lo stesso Accetta: “Discutere della gestione e del destino futuro della Certosa di Padula non mi sembrava affatto una intromissione –conferma il presidente dell’ente montano valdianese- perché è un tema vitale per tutta l’economia territoriale”.  Accetta racconta anche un significativo retroscena: “Proprio io –spiega- sono stato testimone quella domenica 15 ottobre dell’episodio che ha innescato la denuncia del direttore Michele Albanese. Ci trovavamo in Certosa per l’inaugurazione della giornata FAI, e furono proprio un consigliere e un assessore del comune di Padula a raccontare a me e Michele Albanese l’episodio dei 30 turisti tedeschi costretti a rinunciare alla visita per la mancanza di una guida in lingua tedesca e l’impossibilità di utilizzare la propria”. Dunque –da quello che rivela Accetta- proprio da esponenti dell’amministrazione padulese sarebbe arrivato l’input alle dichiarazioni del direttore Albanese. Ma poi paradossalmente il sindaco Imparato avrebbe reagito male (per usare un eufemismo) quando l’argomento è stato proposto all’ordine del giorno di una riunione con i colleghi primi cittadini valdianesi. Sembrerebbe davvero una puntata di “Scherzi a Parte” se in ballo non ci fosse il destino di tutto il territorio. Ma attenzione, non si tratta di un caso isolato: atteggiamenti simili da parte di altri amministratori valdianesi per quelle che vengono considerate “intromissioni” negli orticelli altrui, e bollate spesso come “strumentalizzazioni”, sono all’ordine del giorno nel Vallo di Diano.

Per onore di cronaca va detto che poi la riunione dei sindaci c’è stata ugualmente, e della Certosa di Padula si è parlato. “Non mi sono certo fatto intimorire –conferma il presidente Accetta – e anzi in quella occasione si è parlato più della Certosa che del Piano Sociale di Zona”. Tutti i primi cittadini valdianesi presenti avrebbero convenuto che così non si può andare avanti, che qualcosa nella gestione del monumento certosino deve cambiare. Ovviamente –da quanto raccontato dal Presidente Accetta- il sindaco di Padula Paolo Imparato non c’era.

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