Multe se guidi un’automobile intestata ad un altro? Alcune spiegazioni sulla nuova legge

Quando ci si mette alla guida, può capitare spesso di doversi trovare a condurre un’automobile diversa dalla propria. Le eventualità nelle quali questa situazione può verificarsi sono tantissime: magari si tratta dell’auto dei genitori, magari si sta accompagnando a casa un amico troppo ubriaco per guidare, sono contesti normali che accadono spesso. Le vicissitudini della nostra vita di tutti i giorni ci inducono spesso ad assumere simili comportamenti. D’altro canto gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Non possiamo certamente pensare di mantenere sempre il controllo totale di tutti gli eventi che segnano la nostra quotidianità. Da qualche tempo però c’è grande contestazione attorno alla normativa che prevede una multa salatissima nel caso in cui si stia circolando a bordo di un’automobile intestata ad un’altra persona. Le conseguenze infatti di un’applicazione molto rigorosa di questo strumento di legge potrebbero essere veramente devastanti per moltissimi automobilisti. Verrebbe minata la tranquillità di moltissime persone in maniera determinante.

Nel caso in cui si venga “pizzicati”, le conseguenze sono notevoli: circa 700 euro di multa e ritiro della carta di circolazione. Ovviamente però è tutto meno complicato di quanto non possa sembrare. Tutte le norme devono essere lette ed applicate nella loro interezza, ed è dunque importante ricordare che anche in questo caso sono previste delle eccezioni. In caso contrario infatti la sanzione sarebbe decisamente sproporzionata ed ingiustificata alla luce delle oggettive necessità di ognuno di noi. Naturalmente poi, si verrebbe a scatenare una polemica in grado di costringere ad un immediato ripensamento da parte del legislatore. Almeno questo è quello a cui aspirerebbero milioni di automobilisti italiani.

La multa ed il ritiro della carta infatti scattano solo in condizioni specifiche, non basta semplicemente guidare il veicolo di un conoscente per essere passibili di sanzioni. Innanzitutto, il divieto non è allargato ai familiari: se volete provare a far colpo con la macchinona del papà, vi sarà ancora concesso senza alcun problema (a patto che abbiate lo stesso indirizzo di residenza). Dunque nessun timore se doveste trovarvi alla guida di un veicolo formalmente intestato ad un vostro parente. In secondo luogo, affinché sussistano le condizioni per far scattare le sanzioni è necessario che l’auto in questione sia stata guidata continuativamente per oltre 30 giorni. In altre parole, riaccompagnare un amico che ha alzato troppo il gomito non vi metterà in pericolo, sarete punibili solo guidando per oltre un mese un’auto non vostra. Anche questa previsione sembra ragionevole e idonea a tutelare situazioni di oggettiva difficoltà che necessitano di essere affrontate in un certo modo. Ma in questo caso, per mettervi al riparo vi basterà comunicare la co-intestazione all’Archivio Nazionale Veicoli, e sarete automaticamente al riparo da ogni conseguenza spiacevole. Questo accorgimento vi permetterà di evitare una multa salatissima che inciderà in maniera importante sul vostro conto corrente. Allo stesso tempo riuscirete anche a risparmiarvi parecchie seccature. In definitiva, questa norma sembra prevedere e tutelare la maggior parte delle esigenze più comuni degli automobilisti italiani. Nessun allarme dunque, almeno per il momento. Si sa infatti che in Italia le spiacevoli sorprese per i cittadini sembrano essere all’ordine del giorno, ma non sembra assolutamente questo il caso.

6 Risposte

  1. jeppo ha detto:

    ma il vero motivo? cioè perché sé un amico mi presta la sua auto, dovrei essere sottoposto a multa, non capisco qual’è il reato? booh, ma non hanno null’altro da fare che fare leggi insensate? perché per logica non riesco a capire qual’è il reato, dove sta il problema?

  2. peppone ha detto:

    il problema sta che se ai il blocco della macchina per debiti con equitalia ed tu per saltare il blocco acquisti e intesti una macchina a nome di un altra persona , ma a circolare sei sempre tu…cosi sei fregato

  3. giorgio ha detto:

    Nelle legge non bastava semplicemente scrivere “purchè si tratti di un famigliare”, togliendo il “convivente”? Per esempio mio fratello, a cui a volte presto la macchina, abita ad un altro indirizzo, cio’ significa che dal 3 gennaio 2019 non potro’ piu’ farlo. Assurdità tute italiane!

  4. Gennaro ha detto:

    tutto ciò si è fatto per evitare che auto che circolano al sud risultano intestate a familiari che risiedono al nord , per evitare importi esorbitanti di assicurazione . Sti deficenti , basterebbe abbassare la rata di assicurazione per i meritevoli (ho una polizza da 40 anni senza mai un sinistro )e pago una cifra esorbitante rispetto ad un mio connazionale che risiede al nord

  5. fortunata montrone ha detto:

    Il Mio convivente ha intestato tutto alla sorella che nn guida. E risiede con me in un paesino. Mentre la sorella in città e molto lontano da dove risiede lui,,,,,, e dicono che lo può fare. Lui ha due fermi amministrativi. E guida sta macchina ,,,,, può farlo ??????

  6. Roberto ha detto:

    E come funziona in caso di un invalido o anziano con autista…. tocca i testarli la macchina di tua propieta’??

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