Clamoroso a Padula (parte due): Accetta risponde “a tono” al sindaco Imparato e chiede 180mila euro!

La missiva di “sfratto” dalla Certosa di San Lorenzo inviata dal sindaco di Padula Paolo Imparato alla Comunità Montana Vallo di Diano ha generato un ulteriore colpo di scena.

Nella risposta dell’ente montano valdianese, infatti, si fa presente che i locali attualmente in uso sono usufruiti in base ad un accordo stipulato tra la Comunità Montana e il Comune di Padula nel 2001, in seguito a lavori di ristrutturazione per circa 2 miliardi di vecchie lire, effettuati dall’Ente montano. L’accordo, sottoscritto 17 anni fa da uno staff tecnico comprendente anche i due (allora) segretari del Comune di Padula e della Comunità Montana Vallo di Diano, e recepito dall’Ente Montano attraverso una delibera di Giunta, prevede la concessione dei locali restaurati fino ad aprile 2023.

COMUNITA' MONTANA VALLO DI DIANO 2

Per ogni anno trascorso viene “scalato” un fitto corrispondente a circa 90 milioni di vecchie lire, cioè circa 45mila euro. Alla fine del periodo stabilito, il “debito” del Comune di Padula di circa due miliardi di vecchie lire (o circa un milione di euro) nei confronti della Comunità Montana sarà stato saldato. Nel caso dello “sfratto”, dovendo lasciare in anticipo i locali a fine marzo 2018, l’accordo salterebbe: secondo il presidente Accetta alla Comunità Montana resterebbe insoluto un credito corrispondente a 4 annualità. Che in base alla stima effettuata a suo tempo, corrispondono a circa 180mila euro. Come viene ribadito nella risposta al sindaco Imparato, approntata dallo staff dell’Ente Montano dopo attento studio di carte e documenti.

ACCETTA RID

“Non vorremmo mai –questo il senso della risposta che porta la firma del Presidente Accetta- impedire la valorizzazione della Certosa di San Lorenzo. Ma è anche vero che i lavori di completamento della nostra nuova sede sono ancora in fase di completamento, e non sarebbe quindi possibile lasciare i locali attualmente occupati in così breve tempo senza incorrere in gravi disagi. A questo punto –conclude Accetta- è necessario definire la situazione economica con sollecitudine e prima del trasferimento”. Che, tradotto in parole semplici, significa: “se volete che ce ne andiamo dovete darci 180mila euro”.

IMPARATO RID

Di certo non proprio la risposta che il sindaco padulese si attendeva, ed infatti sembra che, almeno sui “tempi” dello sfratto sia pronto un passo “indietro” e un ravvedimento. Un incontro in questo senso è in programma per il prossimo 6 febbraio. Perché se la vicenda dovesse finire davanti a un giudice, come ventilato dall’Ente montano valdianese, certo non sarebbe una cosa positiva per nessuno. E meno che mai per il PD del Vallo di Diano, già in queste settimane sotto i riflettori per le vicende elettorali.

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