Clamoroso a Padula (parte uno): il sindaco Imparato “sfratta” la Comunità Montana dalla Certosa!

“Via dalla Certosa di Padula”. Questo il senso della lettera di “sfratto” inviata dal sindaco di Padula Paolo Imparato al presidente della Comunità Montana Vallo di Diano Raffaele Accetta, nella quale si chiede all’ente montano valdianese di lasciare liberi entro il 31 marzo 2018 i locali di proprietà comunale utilizzati all’interno della Certosa di San Lorenzo.

La clamorosa comunicazione è stata inviata dal primo cittadino padulese nelle scorse settimane, ed ovviamente ha causato un vero e proprio terremoto. Non solo da un punto di vista strettamente tecnico, perché come si può immaginare effettuare il trasloco di personale e attrezzature ospitati da anni in una delle ali del cortile del monumento certosino non è affatto cosa semplice e di poco conto.

IMPARATO RID ACCETTA RID

Ma anche e soprattutto dal punto di vista politico: un esponente del PD come Imparato, per giunta già a lungo vicepresidente della Comunità Montana Vallo di Diano, che intima con una missiva al presidente dell’Ente Montano Accetta, pure lui PD, di fare i bagagli e togliere il disturbo (!)… Non è sicuramente un gesto che può essere considerato “garbato”. Ed infatti è scoppiato il finimondo.

COMUNITA' MONTANA VALLO DI DIANO 4

Ma quali sono le motivazioni della improvvisa richiesta avanzata da Imparato? Ufficialmente la permanenza dell’ente montano valdianese nei locali certosini pregiudicherebbe il procedimento già avviato relativo all’accordo di valorizzazione della Certosa di San Lorenzo tra il Comune di Padula ed il Polo Museale. Ma ovviamente dal punto di vista politico c’è di più, e quanto accaduto conferma un momento nel quale i rapporti sono tesi tra alcuni amministratori del Partito Democratico del Vallo di Diano. Una cosa è certa: al primo cittadino padulese non era andata giù l’iniziativa di Accetta, approvata da altri colleghi sindaci, di affrontare il tema della valorizzazione della Certosa di Padula come argomento comprensoriale, nel corso di un incontro convocato dallo stesso Accetta. Non a caso il termine perentorio della missiva, con la richiesta di lasciare i locali entro fine marzo, sembra voler ancora una volta ribadire in modo chiaro a chi spetti qualsiasi discorso sulla gestione del monumento certosino.

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