Anche sacerdoti e seminaristi salernitani nel dossier a luci rosse del gigolò Francesco Mangiacapra

Il dossier a luci rosse di 1300 pagine di Francesco Mangiacapra, escort di professione, conquista le pagine dei quotidiani campani e salernitani. Non a caso, visto che nel dettagliato resoconto di Mangiacapra, autore del libro “Il numero uno. Confessioni di un marchettaro”, comparirebbero i nomi di sacerdoti e seminaristi di diverse diocesi campane.

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Tutto da verificare, ovviamente, e probabilmente senza risvolti penalmente rilevanti. Ma sicuramente fanno e faranno discutere i comportamenti “sessualmente dissoluti” –come si legge sull’articolo a firma di Maria Chiara Ausilio su “Il Mattino” – attributi da Mangiacapra ad oltre 50 sacerdoti e seminaristi, appartenenti a decine di diocesi. Il dossier conterrebbe “nomi, cognomi, numeri di telefono, indirizzi, gusti sessuali, diocesi di appartenenza, luoghi, circostanze e fotografie”.

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Ne deriverebbe, come si legge nell’articolo de Il Mattino, un quadro sconcertante: “Non solo chat erotiche ad alto contenuto pornografico – secondo Francesco Mangiacapra- ma sesso a pagamento, bagordi nei locali per omosessuali, incontri di gruppo”. Il dossier è stato consegnato alla Curia di Napoli chiedendo che vengano informate anche tutte le altre diocesi interessate. I sacerdoti e seminaristi citati nel dossier –secondo quanto riportato da Il Mattino- costituirebbero un elenco impressionante: uno sarebbe della diocesi di Acerra, un altro  di quella di Acireale, due della diocesi di Amalfi-Cava, altri due di quella di Aversa, due della diocesi di Bari, uno della diocesi di Catania, uno della diocesi di Ischia, due della diocesi di Cosenza-Bisignano, uno della diocesi di Isernia, uno di quella di Manfredonia-San Giovanni Rotondo, uno della diocesi di Messina, un altro della diocesi di Molfetta, due della diocesi di Napoli, uno della diocesi di Nardò-Gallipoli, due della diocesi di Nocera-Sarno, uno della diocesi di Noto, uno della diocesi di Oppido Mamertina, uno della diocesi di Piazza Armerina, uno della diocesi di Pozzuoli, uno della diocesi di Palermo, tre della diocesi di Roma, due di quella di Salerno, uno della diocesi di Teano-Calvi, sette della diocesi di Teggiano-Policastro, uno della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, quattro della diocesi di Tursi-Lagonegro, uno della diocesi di Tricarico, uno di quella di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado ed uno dell’Ordinariato Militare. Di questi sacerdoti 42 sarebbero diocesani, 7 farebbero parte di istituti religiosi, mentre i seminaristi sarebbero in tutto 9.

 

Il Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, Monsignor Antonio De Luca, interpellato sulla vicenda dichiara: “Attendiamo la consegna del materiale da Parte della curia di Napoli, e successivamente studieremo e valuteremo il caso. Procederemo, poi, secondo le indicazioni previste dalle disposizioni canoniche e civili”.

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