La scomparsa di Antonio e i nodi da sciogliere: l’ultimo sms, le piste possibili e i tanti dubbi

Il cellulare di Antonio Alexander Pascuzzo venerdì scorso, intorno alle 22, è suonato dopo di che il giovane è uscito. Lo zio ha raccontato questo particolare una volta capito che il 18enne fosse scomparso. Fino a ieri si è ipotizzato era stata una telefonata ma a quanto pare potrebbe essere stato un sms quello ricevuto dal giovane italoperuviano. Gli inquirenti – che stanno lavorando nel massimo riserbo – ovviamente già ne sono a conoscenza e hanno individuato la persona collegata (e anche se non c’è conferma, sentita) a quel numero. Cosa ci fosse scritto non si sa. Occorre comprendere anche se tra il messaggio, un “vecchio” messaggino, è l’uscita del giovane dalla casa dello zio prima di cenare ci sia stato un collegamento. Da quanto raccontato da un amico, invece, l’ultimo accesso a whatsapp di Antonio risale al tardo pomeriggio. Dopo le due chiamate del padre, senza risposta, il cellulare è stato spento e da venerdì scorso non è stato più acceso. L’ultima cella è nel comune di Buonabitacolo. Non risultano altre schede intestate dal giovane e quindi il silenzio “comunicativo” è di quelli assoluti. Il dubbio, in fatto di silenzio, è che qualcuno possa sapere qualcosa sulla scomparsa del  18enne, amici più intimi con il quale il giovane si confidava. Tanti i dubbi da sciogliere come le piste da seguire. L’allontanamento volontario resta la pista principe. La bugia detta allo zio “vado a comprare le sigarette” fa pensare a qualcosa di premeditato. Antonio aveva comprato il tabacco poche ore prima come ha dimostrato un video in un tabacchino di Buonabitacolo. Perché fuggire e dove? Poi c’è la pista dell’incidente. Una manovra spericolata a bordo della sua bmx? Alle 22 di sera pare improbabile e considerato come la task force sta battendo Buonabitacolo la bici sarebbe stata ritrovata. Il gesto di autolesionismo? Buonabitacolo qualche mese fa è stato colpito da un suicidio di un giovanissimo. Elemento non certo collegabile ma che comunque può evidenziare un malessere sociale.  E c’è quel messaggio su Facebook di Antonio (“non merito di vivere”) che però risale al 6 marzo e riguarda un momento particolare della vita del giovane. E quindi – altra pista – una violenza nei confronti del giovane. Ma restano le solite domande. Perché qualcuno potrebbe aver fatto del male al giovane? Un giro strano nel quale potrebbe essere entrato da qualche tempo e qualche lite finita male? O l’imponderabile, ovvero qualche situazione che ancora sfugge ai più. Troppe domande per un giallo che sta lacerando animi e cuori per la scomparsa di un diciottenne senza un perché.

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