Morte Casalnuovo: pubblicate le motivazioni con cui la Cassazione ha annullato la condanna in appello

Le motivazioni della Corte di Cassazione sono racchiuse in diciotto pagine ed è scritto perché è stata annullata la condanna in appello, a quattro anni e sei mesi, del maresciallo dei carabinieri Giovanni Cunsolo e rinviato il tutto a un nuovo esame alla Corte di assise di appello di Salerno “per provvedere a colmare le contraddizioni e le lacune nelle motivazioni della sentenza impugnata”. Cunsolo è accusato della morte di Massimo Casalnuovo e in primo grado era stato assolto con la formula del “fatto non sussiste” e condannato in appello.

Si tratta dell’incidente avvenuto il 20 agosto del 2011 a Buonabitacolo nei pressi di un posto di blocco dei carabinieri, con la caduta dallo scooter del giovane meccanico che morì dopo poco. “Le sentenza impugnata – scrive la Suprema Corte – non rispetta i canoni previsti per il ribaltamento della sentenza assolutoria di primo grado”. La Corte di Cassazione ha esaminato i vari elementi di ricorso presentati dall’avvocato Renivaldo Lagreca e “accusato” la Corte di assise di Potenza di aver valorizzato il contenuto e la centralità delle dichiarazioni di un teste pur se non confortate dalle prove tecnico-scientifiche. Altro passaggio riguarda il perché secondo i giudici non ci sarebbe potuto essere il calcio da parte di Cunsolo allo scooter di Casalnuovo. “Appare quanto meno difficoltosa la ricostruzione secondo la quale il maresciallo abbia sferrato un calcio il piede destro mentre il ciclomotore passava su quello sinistro. Quanto meno difficoltà per spazio e per tempo di esecuzione”.  Inoltre vengono confutati dalla Cassazione i passaggi della sentenza di appello  in diversi punti in quanto i giudici di appello non hanno tenuto conto degli accertamenti fatti sulle scarpe di ordinanza, sulle particelle di vernice rilevate sulla suola, sul motorino modificato.

Ora l’appello bis.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *