Padula, centrale per la preparazione e vendita di droga. I due giovani rimessi in libertà

Si è tenuto, questa mattina presso il Tribunale di Lagonegro, l’interrogatorio di garanzia nei confronti dei due giovani originari di Padula che sabato scorso sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I due rispettivamente di 18 e 20 anni difesi dagli avvocati Nicola Pellegrino e Luigi Arnone sono stati rimessi in libertà. Il Giudice per le indagini preliminari ha accolto, infatti, l’istanza degli avvocati Pellegrino e Arnone ed ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari, concedendo la meno afflittiva dell’obbligo di presentazione per tre volte a settimana presso la Polizia Giudiziaria.

I due giovani padulesi, avevano allestito nel Vallo di Diano una vera a propria “centrale” per la preparazione e la vendita di droga. Sabato notte, nell’ambito dei servizi di contrasto allo smercio di stupefacenti nel territorio valdianese, i Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, diretti dal Capitano Davide Acquaviva, avevano arrestato i due giovani. Nell’ambito dell’operazione è stato sequestrato un fabbricato allestito a laboratorio di preparazione e ripartizione delle droghe. I militari del Nucleo Operativo, impiegati in operazioni di osservazione e controllo di località isolate, avevano fatto irruzione all’interno di un casolare abbandonato sito nelle campagne limitrofe al centro abitato di Padula (in località Fiumicello), sorprendendo i due ragazzi – uno incensurato e l’altro già noto alle forze dell’ordine – che, all’interno dell’edificio semidiroccato, avevano allestito una “centrale” per la preparazione e la vendita al dettaglio delle sostanze psicotrope. Sul posto sono stati rinvenuti e sequestrati circa 140 grammi di stupefacente (hashish e marijuana) già suddivisi in dosi, un bilancino elettronico di precisione, un grinder-tritaerba (utilizzato per miscelare le droghe), 400 bustine in cellophane per il confezionamento singolo della sostanza, alcuni vassoi in acciaio per il taglio e 18 bustine di ketoprofene, sostanza precursore.

Sono particolarmente soddisfatto per il risultato ottenuto – ha dichiarato l’avvocato Nicola Pellegrino – Purtroppo, però,  questa notizia dimostra come sia effettivamente esistente quella che è stata definita una piaga sociale del nostro territorio. E’ importante che chi di dovere si prodighi nel contrastare il più possibile il dilagare di questi eventi. Quando si arriva al processo è già troppo tardi – ha concluso Pellegrino – in quanto questo rappresenta una sconfitta dello Stato, il quale non è riuscito ad intervenire in modo tempestivo e congiunto con i servizi sociali e gli altri presidi territoriali”.

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