Lavoro nero, piaga mai vinta: in Campania ha raggiunto il 21%. Povertà, cresce il divario tra nord e sud

Lavoro nero ancora protagonista al Sud: a livello nazionale il 13,5 per cento dei lavoratori non è regolarizzato, ma questa percentuale balza al 19,3 nel Meridione d’Italia.

È uno dei dati più allarmanti che emerge dal rapporto Istat “Noi l’Italia”: in totale, nell’area meridionale, ci sono circa 1,3 milioni di persone costrette al lavoro nero, e di queste quasi un terzo opera in Campania. La maglia nera va alla Calabria, dove il 23,2% dei posti viene pagato in nero, ma in questa classifica la Campania si posiziona al 21%, la Sicilia al 20,6%, la Puglia al 17,6, il Molise al15,6 e la Basilicata al 15%.  I dati si riferiscono al 2015, anno nel quale il sommerso ha causato soltanto in Campania un danno all’erario per tributi non pagati pari a circa 3,9 miliardi di euro. Tra i settori maggiormente interessati dal fenomeno ci sono quello delle costruzioni e quello dell’accoglienza, con ristoranti, bar ed alberghi. Le statistiche Istat aiutano anche a focalizzare la diversa velocità di crescita tra il Sud e il Nord. Per esempio nel Meridione le famiglie in povertà assoluta rappresentano l’8,5 % del totale, contro il 6,3 del resto d’Italia, mentre quelle in povertà relativa sono quasi un quinto. Nello specifico, la cosiddetta povertà assoluta, cioè la differenza tra famiglie bisognose e abbienti, ha toccato il 20,5 per cento, l’intensità di povertà è al 24,3 per cento. Non a caso quindi il gap nel Pil pro-capite tra Meridione e Settentrione supera il 43 per cento, è quasi la metà.  Ma è sul lavoro che le distanze tra le parti ricca e povera diventano una voragine: infatti negli ultimi vent’anni il tasso di disoccupazione del Mezzogiorno è stato, mediamente, tre volte quello del Nord. Se a livello nazionale è stata lo scorso anno all’11,2 per cento, al sud ha sfiorato il 20. Il  tasso di occupazione per le persone tra i 20 e i 64 anni a livello nazionale è al 62,3 per cento, ma al Sud queste percentuali crollano: l’occupazione generale è di poco sopra il 47 per cento. Ancora più eclatanti i dati relativi ai giovani: in tutta la Penisola il 34,7 per degli under 24 è alla ricerca di un posto, ma al Sud si sale al 51,4, quasi quattro punti in meno rispetto al 2014, ultimo anno della grande crisi. (FONTE: IL MATTINO)

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