Basket: La Diesel Tecnica sogna fino all’ultimo secondo. Gallo salva il Megaride con una magia

MADDALONI (Caserta) – È sottile il confine che separa la gioia dalla delusione, l’entusiasmo dall’amarezza, i sorrisi dal dolore. Il basket esaspera ancora di più questo concetto: quante partite sono state perse per un tiro sbagliato di pochi centimetri, per un pallone che non vuole saperne di entrare, per un possesso troppo avventato? E quante altre ancora sono state vinte perché, tra i dieci giocatori in campo, ce n’era uno che ci ha creduto più degli altri, compresi i suoi compagni di squadra? La scena madre dello spareggio giocato a Maddaloni tra Megaride Napoli e Diesel Tecnica Pallacanestro Trinità appartiene proprio a quest’ultimo filone narrativo. 5″ da giocare nel primo tempo supplementare, Trinità avanti di un solo punto. Antonio Gallo, diciannove anni, leader carismatico del quintetto partenopeo, riceve il pallone da un compagno, supera la linea di metà campo quando sono già trascorsi un paio di secondi. L’esterno del Megaride mette piede all’interno dell’arco, gli si parano davanti Ambrosano e Gianluca Campaiola. Per evitare la stoppata, Gallo rilascia il pallone in corsa. Suona la sirena. Uno, due rimbalzi sull’anello, gli occhi di tutti puntati verso il canestro. Infine, il cuoio accarezza la retina. Finisce così, tra l’incredulità dei vincitori – che hanno ripreso per i capelli una partita persa già due volte – e degli sconfitti che, dopo una stagione di alto livello, hanno mancato di un’unghia il salto in serie C. 74-73 per il Megaride dopo 45′ che hanno dispensato più prosa che poesia, più agonismo che spettacolo puro: d’altra parte, contava soltanto la vittoria.

Alla palla a due, i bianco-azzurri si presentano nel classico formato play-off: Durante, Capaccio, Cusumano, Norci, Ambrosano. Il quintetto allenato da Massimo Zollo – sconfitto lunedì scorso dalla Pallacanestro Cercola nello spareggio tra le perdenti dei play-out della serie C Silver – si affida esclusivamente agli esterni: Simon Zollo ed il temutissimo Gallo in regia, il terzetto composto da Bordi, Puoti e Menditto con facoltà di giocare in penetrazione. La chiara differenza di tonnellaggio non scoraggia il giovanissimo quintetto napoletano: se si esclude l’iniziale vantaggio firmato da Cusumano, infatti, il Megaride prende con autorevolezza la testa della corsa. La ricetta è semplice: una circolazione di palla forse scolastica, ma non per questo inefficace; raddoppi sui centri; attacchi in contropiede. Prima Gallo, poi Bordi assestano un duro colpo ai bianco-azzurri, indietro di sei punti dopo 7′ di gioco (10-16). Gennaro Durante e Giuseppe Aumenta cercano di vivacizzare l’attacco con il debutto di Sorrentino e Botta. Eppure, nonostante la prima tripla di un Capaccio a tratti implacabile, i napoletani non patiscono l’urto, anzi: Gallo ripaga con la stessa moneta la difesa salese, consegnando ai suoi um margine di nove punti che resterà immutato fino al primo intervallo (12-21). L’allenatore del Megaride prova a cambiare l’assetto del quintetto (fuori Zollo – gravato già di due penalità – e Menditto, dentro Capezza e Crescenzi) senza snaturarne l’identità corsara. Tuttavia, la Diesel Tecnica attenua il potenziale offensivo degli avversari grazie ad una zona 2-3 dalle maglie strettissime che sbarra sistematicamente l’accesso all’area salese: ne consegue che il Megaride debba allargare il raggio di tiro, ma senza risultati eclatanti. Di contro, i salernitani ne approfittano per ridurre sensibilmente le distanze con un parziale di 7-0 firmato da Capaccio ed Ambrosano (26-28 al 17′). Epilogo del secondo quarto favorevole ai napoletani: con Gallo temporaneamente a riposo, Bordi si erge a protagonista dell’ultimo allungo del Megaride, che chiude il primo tempo con sette punti di margine (27-34). Attacchi in surplace per una buona metà del terzo parziale, poi la lenta ma poderosa risalita della Diesel Tecnica: Gianluca Campaiola primeggia sui due lati del campo, mettendo da parte punti e rimbalzi. Botta e Norci siglano gli unici canestri su azione della loro serata, riportando Trinità nella scia dei battistrada. Il Megaride sembra sempre sul punto di vacillare. Ciononostante, i ragazzi partenopei riescono sempre ad evitare il sorpasso: un punto di scarto (47-48) all’ultimo intervallo per merito di Capezza e Menditto. La rincorsa della Diesel Tecnica giunge a pieno compimento quando Campaiola marca il 2/2 in lunetta che vale il primo, vero vantaggio della serata (48-47). D’ora in avanti, si naviga a vista: le intuizioni dei singoli prevarranno sulla coralità del gioco. La Diesel Tecnica costringe ben presto la formazione del capoluogo di regione a spendere il bonus, racimolando punti a cronometro fermo – anche se, a dirla tutta, la lunetta non è stata affatto benevola con i salesi. Di contro, il Megaride insiste con le soluzioni in isolamento, che solo di sfuggita producono risultati apprezzabili (vedi alla voce Gallo, autore di 34 punti). I raddoppi difensivi su Bordi e Puoti mandano in confusione il Megaride, che a sua volta fatica a tagliare i viveri ad Ambrosano. Capaccio (24 punti a fine partita) assesta una tripla apparentemente risolutiva a 2’50” dal termine: vantaggio di quattro punti (60-56), una timida speranza di vittoria all’orizzonte. Il quintetto di coach Zollo, però, ha l’innegabile merito di non disunirsi: Menditto segna un prezioso canestro da sotto, poi Gallo fa 2/2 dalla linea dei liberi. Restano poco più di 20″ da giocare: pressione del Megaride sulla rimessa bianco-azzurra, Sorrentino perde palla ed è costretto a spendere fallo su Puoti per non concedere il canestro del controsorpasso. Il play classe 1999 sbaglia il primo libero ma non fallisce la seconda realizzazione: parità a quota 62. Ultimo possesso per la Diesel Tecnica, che costruisce il miglior tiro possibile: palla nelle mani di Cusumano, che però manca il bersaglio dai 6.75. La soluzione del giallo passerà per un supplementare intenso ed atroce: Ambrosano apre le marcature, Gallo s’inventa un’altra penetrazione e ristabilisce l’equilibrio sul 64 pari. Il Megaride ha persino l’opportunità di riprendere la testa della corsa dalla lunetta: 0/2 pesante di Menditto. Trinità coglie senza indugio l’opportunità di allungare: Ambrosano (24 punti per il capitano dei bianco-azzurri) si fa trovare pronto in area, Sorrentino è freddo in lunetta. Cinque punti di scarto (70-65) a 90″ dalla fine, timeout Megaride. Gallo brucia la difesa bianco-azzurra in penetrazione, imitato poco più avanti da Bordi: un solo punto di differenza alle soglie dell’ultimo minuto. I 45″ finali dell’overtime sono da brividi: Capaccio firma la sesta tripla della serata, riportando i suoi sul +4. Attacco frastornato del Megaride che – allo scadere dei 24″ – pesca dal mazzo un rocambolesco tiro da tre punti: con l’aiuto di ferro e tabellone, Puoti sigla il -1 (73-72). 18″ allo scadere: la Diesel Tecnica ritarda l’inizio dell’attacco per non subire immediatamente fallo e non lasciare troppi secondi alla replica del Megaride. Ne trascorrono una decina prima che gli arbitri Leggiero e D’Aiello puniscano la difesa partenopea. In lunetta si presenta Capaccio: errore sul primo libero, errore sul secondo. Sul pallone si avventa Campaiola, che lotta a rimbalzo con Bordi: palla a due e possesso per il Megaride, complice la regola del possesso alternato. Infine, la fuga per la vittoria di Gallo.

Si chiude nel modo più crudele una stagione che, in ogni caso, ha regalato non poche emozioni al pubblico di fede bianco-azzurra: a diciannove anni di distanza dall’ultima partecipazione al campionato di serie D, Sala Consilina si è nuovamente innamorata della palla a spicchi. La squadra ha avuto il merito di stabilire un rapporto solido e fecondo con una piazza che, dal canto suo, non ha mai fatto mancare al gruppo il suo calore ed il suo entusiasmo. Certo: la vittoria nel quadrangolare – che consentirà alla Diesel Tecnica di avere una sorta di prelazione in caso di ripescaggio – aveva alimentato il sogno della prima promozione di sempre in serie C. Com’è noto, l’esito è stato ben diverso. Ciò non toglie che il movimento cestistico salese sia una delle poche voci positive (se non l’unica) in un quadro altrimenti desolante per gli sport di squadra del Vallo, prigionieri di una crisi strutturale che, a dispetto di quanto si possa pensare, non è legata solo all’indisponibilità di risorse economiche. In poche parole, un esempio per tutti ed un motivo di vanto per un’intera vallata. Con buona pace dei critici di professione.

 

Testo dell’inviato Carmine Marino

 

 

Playoff, terzo turno

(Serie al meglio dei tre incontri. Le vincitrici promosse in serie C Gold)

 

Jolly Animation Salerno – SvapoWeb Caudium 80-62 (serie: 1-0); Basket Club Irpinia – Miwa Benevento 71-61 (serie: 1-0)

 

Gara2 (a campi invertiti): 6-7/6

Eventuale gara3: 9-10/6

 

Spareggio in gara unica tra la vincitrice del concentramento play-off della serie D e la perdente dei play-out della serie C Silver (Maddaloni, 3/6)

 

Megaride Napoli – Diesel Tecnica Pallacanestro Trinità 74-73 dts

Megaride Napoli salvo

 

Playout, spareggio in gara unica (Marigliano, 2/6)

 

Polisportiva Agropoli – CAB Solofra 20-0 a tavolino per assenza del medico

 

CAB Solofra retrocesso in Promozione

 

 

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