Angelica Varallo studentessa del CAT – Cicerone di Sala Consilina si aggiudica il primo premio al concorso nazionale sulla sicurezza.

 

Ancora una volta sotto i riflettori il “Cicerone” di Sala Consilina, per aver raggiunto il primo posto in classifica al Concorso Nazionale “Sicurezza e legalità sul lavoro nei cantieri edili”, categoria provinciale. Il concorso giunto, alla 10^Edizione, è stato organizzato dal CPT (Comitato Paritetico Territoriale) di Salerno, dalla Cassa Edile Salernitana, dalla Direzione Provinciale dell’INAIL  e dall’Ance – Aies Salerno.

Angelica Varallo è la  studentessa dell’IIS “M.T.Cicerone”, indirizzo GEOMETRI-CAT, classe 5^ A, che ha conquistato il primo posto tra i tanti studenti, delle classi quarte e quinte di vari istituti di scuole secondarie di secondo grado, partecipanti al concorso e provenienti da tutta Italia,

La giovane studentessa di Brienza è stata premiata per uno scatto fotografico, che ha intitolato con la frase “Requiem for a dream”  evidenziando  la negligenza, la superficialità e l’ignoranza che regna sui luoghi di lavoro e le tragiche  conseguenze che possono scaturire.

Presenti alla cerimonia di premiazione, che si è tenuta presso la sede del Comitato Paritetico provinciale di Salerno, mercoledì 30 maggio, anche la Preside Maria Rosaria Ippolito che si ritiene soddisfatta del risultato raggiunto e dell’impegno profuso da docenti e discenti. Inoltre il referente prof. Stefano Pierri, ci riferisce che “ il premio del valore di 2500 euro, sarà equamente suddiviso tra la studentessa e la scuola, quest’ultima  investirà in attrezzature informatiche”.

 

Di seguito il testo di Angelica, la studentessa del CAT, che ha utilizzato per commentare la sua foto: “Rievocando la famosa frase dello straordinario fotografo Albert Watson,  è “usare la macchina fotografica è una combinazione di sensazioni” ha immortalato la scena che più resta impressa, nella mente di chi vive gli attimi drammatici subito successivi all’incidente mortale della caduta dall’alto: disperazione, sconforto, rabbia… E quel rosso, che indelebile macchia le coscienze di chi doveva vigilare. Quel rosso, che come in un fotogramma di Schindler’s List può diventare un simbolo. Quel rosso in antitesi con il giallo dei dispositivi individuali di difesa, difesa dell’incolumità di chi suda sotto il sole, o al gelo, pagato a pochi euro”.

 

 

 

 

 

 

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