Al Centro Analisi Biochimica fino al 30 giugno screening epatologico. Intervista al dott. Paolo Gallo

 

 

Continuano presso il Centro Analisi Biochimica del dottore Virginio Albanese, le campagne di prevenzione dallo slogan “La linea Giusta è Prevenire”. Fino al 30 giugno presso le sedi di epatologia_2018Padula, Atena Lucana, Piaggine ed Olevano sul Tusciano sarà possibile effettuare uno screening epatologico con esami della Bilirubina totale, diretta e frazionata, delle Transaminasi (AST/ALT) e della Gamma Gt.

“Il fegato è un organo fondamentale per il nostro organismo ed al centro del metabolismo –  ha affermato il dottore Paolo Gallo, specialista in Medicina Interna e Malattie del fegato – al tempo stesso è un organo poco conosciuto e molto trascurato per la insufficiente conoscenza nella popolazione generale delle patologie epatiche e ancor di più delle sue complicanze. Molto scarsa è peraltro la sensibilità sul territorio all’alterazione degli enzimi epatici che, qualora documentata, viene tralasciata non di rado nel mondo del “mistero e dell’inspiegabile”. Una delle ragioni principali di tale evenienza – ha continuato – è la caratteristica e frequente asintomaticità dell’epatopatia, anche in presenza di malattia avanzata”.

“Non è improbabile, infatti, che il paziente con cirrosi epatica, negli stadi iniziali, sia del tutto asintomatico o paucisintomatico, presentando solo alterazioni suggestive e specifiche degli esami ematici. La cirrosi epatica, d’altra parte, non è altro che lo stadio finale evolutivo di ogni danno cronico epatico, qualunque esso sia. Dunque non solo l’abuso di alcolici, ma ogni epatite cronica conduce ad essa e da questo stadio alle successive complicanze, non ultima il tumore primitivo del fegato (carcinoma epatocellulare). Per tale ragione è fondamentale la sensibilizzazione al rischio “epatologico” e l’esecuzione periodica degli esami ematici di pertinenza specialistica, con cadenza diversa a seconda della storia clinica e dei fattori di rischio. Nello specifico, sono proprio le semplici transaminasi (GOT/AST e GPT/ALT) e la GGT (oltre alla fosfatasi alcalina), ad essere il primo semplice riflesso e spia di un’eventuale epatopatia e rappresentano pertanto semplici esami ematici di screening dai quali partire per poi inquadrare la patologia di base. Le cause più frequenti di tale danno cronico sono: le epatiti virali, B e C, per le quali ad oggi esistono strumenti di cura eccezionali; l’alcool, problematica molto attuale in tutte le fasce della popolazione, con modalità differenti; il fegato grasso, ossia la steatosi epatica, che quando accompagnata da infiammazione, presenta rischi evolutivi verso la cirrosi del tutto paragonabili alle altre eziologie ed è la causa emergente di epatopatia cronica nel mondo occidentale”.

“Sicuramente in tutta Italia, ma ancor di più nei nostri territori che rappresentano ad oggi terreni ad elevata prevalenza delle suddette patologie – ha concluso ill dott. Gallo –  ci sarebbe da migliorare la comunicazione verso la popolazione con campagne di informazione sulla malattia epatica e di screening e prevenzione epatologica mirata”.

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