Una sentenza 21 anni dopo contro il Comune di Sala Consilina. Il sindaco: “Salvi grazie a sana azione amministrativa”

Una mina vagante pronta ad esplodere dopo 21 anni: questi i tempi che si sono rivelati necessari alla Giustizia Italiana affinché la Corte d’Appello di Salerno emettesse una sentenza su una vicenda che risale al post-terremoto del 1980.

L’anno in questione è esattamente il 1997, quando la proprietaria di un immobile sito nel territorio del Comune di Sala Consilina decide di citare in giudizio l’Ente: l’edificio era stato danneggiato dal sisma del 1980, e la ricorrente riteneva di aver subito un danno consistente dai ritardi verificatisi per i necessari lavori di ripristino. Di qui la richiesta di risarcimento, e la prima pronuncia arrivata dopo ben 12 anni (nel 2009) dai giudici del Tribunale di Sala Consilina, con la sentenza che rigettava la domanda della proprietaria. Nel frattempo però la signora non è più in vita, e gli eredi decidono di ricorrere alla Corte di Appello di Salerno. Devono trascorrere altri 9 anni per questa seconda sentenza, che ribalta il primo verdetto, condannando il Comune di Sala Consilina al pagamento a titolo risarcitorio della somma di 111 mila euro circa. Dunque un fulmine a ciel sereno che, arrivando dal lontano passato, si è abbattuta oggi sul comune salese. E la cui elevata consistenza economica avrebbe potuto causare gravi ulteriori danni, se l’amministrazione comunale salese, guidata dal sindaco Francesco Cavallone, non avesse proceduto in questi anni a una opportuna messa in sicurezza delle casse e dei bilanci comunali. Nel commentare la sentenza il sindaco Francesco Cavallone ricorda come, all’epoca della vertenza (e quindi negli anni ’90), le deleghe per le pratiche post-terremoto erano gestite dal pubblico, per poi essere passate al privato.

FRANCESCO CAVALLONE 2

“Voglio prima di tutto chiarire –sottolinea Cavallone- che eventuali inadempienze non sono state compiute da funzionari del Comune, ma da tecnici esterni che all’epoca dei fatti avevano la delega per svolgere queste determinate pratiche, sia per quanto riguarda la progettazione che la direzione dei lavori. Quindi nessuna responsabilità è da addebitarsi agli amministratori di oggi del Comune di Sala Consilina, e tantomeno a funzionari eventualmente ancora in carica”. Il sindaco di Sala Consilina conferma che l’Ente ha dato mandato ad un legale per percorrere anche il terzo grado di giudizio, e quindi presentare ricorso in Cassazione. “Nel merito della questione non entro –chiarisce il primo cittadino- e le sentenze vanno ovviamente rispettate. Voglio invece evidenziare un passaggio importante: la Corte d’Appello ha inoltrato la sentenza alla Corte dei Conti, che ci ha già chiesto notizie in merito”. Un atto ovviamente inevitabile ed ineludibile, visto che il Comune è esposto a pagare una somma ingente, ed anche perché nel caso in cui si dovesse stabilire che ci sia dolo o colpa grave da parte di chi ha sbagliato, dovrà essere perseguito. Voglio pubblicamente ringraziare il dirigente dell’Area Finanze Giuseppe Spolzino –evidenzia il sindaco di Sala Consilina- perché grazie alla sua sagacia e precisione non ci troviamo impreparati di fronte a questa vera e propria «bomba» che ci è caduta addosso dalla sera alla mattina. Se le casse del Comune fossero state in condizioni diverse, infatti, e se non ci fossero state somme accantonate, sicuramente avremmo avuto problemi seri nella gestione del Bilancio, rischiando anche il dissesto”. Insomma dopo 21 anni è una vera e propria tegola quella caduta sulla testa del comune salese, che è riuscito a limitare i danni grazie alla sana azione amministrativa intrapresa dall’amministrazione Cavallone, coadiuvata dall’impegno del dirigente dell’Area Finanze Spolzino. “Questa situazione verrà portata in Consiglio Comunale come debito fuori bilancio –conclude Cavallone- perché tutti siano edotti sulla situazione e ne conoscano la crono-storia”.

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