Gavettoni all’anziano a Sala Consilina, responsabili individuati dai Carabinieri. Maria Stabile: “C’è poco da ridere”

C’è un limite invalicabile entro il quale uno scherzo goliardico diventa qualcosa di diverso, un atto di bullismo e probabilmente anche un reato da perseguire. L’argomento è diventato di pubblico dominio a Sala Consilina e nel Vallo di Diano, dopo che i video girati e fatti circolare (da loro stessi) su alcuni social network hanno mostrato a tutti un anziano vittima ripetute volte (almeno tre, dai video che sono stati diffusi) di gavettoni che lo hanno completamente inzuppato d’acqua. A compiere quella che a loro modo di vedere è stata probabilmente soltanto una “bravata” almeno tre giovani, due che hanno materialmente svuotato secchiate d’acqua sulla testa del povero malcapitato, e un altro che riprendeva puntualmente la scena. I video sono stati passati al setaccio dai Carabinieri della Stazione di Sala Consilina, guidati dal Luogotenente Cono Cimino, che hanno già individuato i giovani protagonisti della vicenda. Nella giornata di ieri i Militari dell’Arma hanno ascoltato a lungo l’anziano “vittima” dei gavettoni, un Maresciallo dei Carabinieri in pensione di circa 70 anni, che per il momento non ha ancora sporto denuncia. Ma non si esclude si possa procedere d’ufficio, sulla base delle immagini che potrebbero configurare un reato. Intanto i commenti sulla vicenda impazzano sui social network, e tra le parole più utilizzate c’è il termine “vergogna”. Praticamente tutti condannano l’accaduto, anche e soprattutto perché ad essere presa di mira è una persona anziana. “Anche voi diventerete anziani e allora forse capirete” commenta qualcuno, mentre altri in generale puntano il dito contro famiglie e genitori incapaci di educare i giovani di oggi. “C’è ben poco da ridere -è il commento di Maria Stabile, presidente del Consiglio Comunale di Sala Consilina-  e come amministrazione ci attiveremo a tutti i livelli per contrastare questi fenomeni. Anche perché a volte si comincia così, quasi per gioco, e se non si comprende di aver sbagliato poi si continua con altri tipi di violenze in generale. Abbiamo l’obbligo -conclude la Stabile- di proteggere le fasce deboli, soprattutto gli anziani e i ragazzi”.

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