Il popolo della montagna e il paese di Caggiano piangono per la perdita di Antonio Altilio. Diverse le ipotesi sulla tragedia

Se i volti di coloro che soffrono per la perdita di un caro possono rappresentare quanto sia forte quel ricordo allora Antonio Altilio ha lasciato un segno indelebile nella vita di numerose persone a Caggiano e non solo. Lacrime, abbracci, tristezza e dolore sui volti delle decine di persone giunte sul luogo della tragedia, ieri pomeriggio, per stringersi nel dolore della famiglia e poi all’ospedale in queste ore di veglia in attesa, domani, che il magistrato rilasci la salma. Antonio era paziente e sorridente, amava la Natura e il Creato. Amava sua moglie e la sua famiglia. E già amava anche il suo bebè in arrivo. Aveva 36 anni ed è venuto a mancare sulle sue montagne. Ieri, nella tarda mattinata, si è consumata la tragedia. Si è già detto della chiamata della moglie agli amici,  del triste ritrovamento, del suo cagnolino che ha vegliato sul padrone. Ancora da chiarire le cause della caduta: un malore, una scivolata o il crollo di una parte di costone roccioso. Poco importa. O almeno poco conta rispetto alla perdita di una persona che ha saputo conquistare con il suo carattere e i suoi modi l’affetto del Vallo di Diano, dell’Alto Tanagro, e anche, anzi soprattutto, del popolo della montagna del territorio. Nel Vallo di Diano c’è una vera e propria comunità che vive le nostre montagne con rispetto e affetto: da Caggiano a Casalbuono, passando per Polla, San Pietro al Tanagro, Sanza e tutti gli altri paesi. Tanti cittadini, giovani soprattutto, che vivono il mondo della montagna rispettando la Natura e difendendola. Sempre. Così come faceva Antonio. Ora toccherà al popolo della montagna del Vallo di Diano, a chi la vive in mountain bike, di chi su gatti delle nevi del Cervati, di chi lo attraversa con scarponi da trekking o su ciaspole, di chi si affida con corde e imbracature, portare con sé in montagna Antonio” Miccetta” ogni giorno. Ogni volta. E con lui la sua famiglia. Affinché gli alberi, le rocce, i sentieri e le cime possano continuare a godersi, ad abbracciare, un ragazzo d’oro. Un ragazzo che era una sola cosa con la Natura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

#