Angelo Petruccio, l’orgoglio di essere valdianese nel mondo e la brutta pagina di San Pietro al Tanagro

È davvero una brutta pagina quella scritta nelle ultime ore a San Pietro al Tanagro. La cittadinanza onoraria chiesta da una parte del Consiglio Comunale e negata dall’altra per il diplomatico Angelo Petruccio, attuale vice- ambasciatore in Niger, rappresenta uno dei momenti più bassi espressi dalla politica valdianese. Un figlio meritevole del Vallo di Diano che, pur in giro per il mondo, non ha mai dimenticato le sue origini e che anzi ha fatto della “valdianesità” un motivo di orgoglio suo e della sua famiglia, non può essere trattato in questo modo, ridotto ad incolpevole ostaggio di uno scontro “politico”. Non si doveva arrivare a questo, ed è comprensibile l’amarezza di Angelo, che abbiamo sentito telefonicamente, quasi incredulo per il trattamento ricevuto nella sua amata “terra natia”, come ama definirla.

angelo petruccio

In verità Angelo non è nato a San Pietro al Tanagro, ma vi è stato residente per tanti anni nel periodo della sua giovinezza e della formazione. Ha frequentato il Liceo Classico Marco Tullio Cicerone di Sala Consilina, ha sposato una valdianese, e mantenuto sempre un legame indissolubile con questa terra, nella quale torna appena possibile. Certamente da oggi ci tornerà un po’ meno volentieri.

Quando ha cominciato a lavorare per il Ministero, e quindi per motivi esclusivamente burocratici, Angelo ha dovuto rinunciare alla la sua residenza a San Pietro al Tanagro, ed assolvere l’obbligo che -all’epoca almeno- richiedeva di risiedere nello stesso comune del proprio Ufficio. Dal punto di vista professionale Angelo è un esempio per tutti, per i risultati che è stato capace di raggiungere con le sue sole forze e capacità, in un settore –quello diplomatico- sicuramente riservato a pochi eletti, e spesso tramandato di generazione in generazione, di padre in figlio. Al Ministero, Angelo è stato impegnato presso il Cerimoniale Diplomatico della Repubblica, organizzando le visite all’estero dei Presidenti della Repubblica, viaggiando spesso con Cossiga e Scalfaro, ed organizzando le visite di Ministri e Capi di Stato che venivano in Italia. Come diplomatico in vari Consolati ed Ambasciate, ha poi prestato servizio tra l’altro in Francia, Germania, Giappone, Inghilterra, Albania, Romania e, da ultimo, in Niger, dove è stato inviato alcuni mesi fa ad aprire l’Ambasciata Italiana, in una zona delicatissima e ad alta tensione geopolitica, a forte rischio terrorismo. Una nazione poverissima, nella quale –e non è la prima volta- Angelo ha sentito il dovere di andare oltre il suo incarico “diplomatico”, impegnandosi personalmente, con l’aiuto di volontari e associazioni del Vallo di Diano e non solo, per far arrivare medicinali, vestiario, giocattoli, cancelleria e alimenti a lunga scadenza per bambini, giovani donne e giovani uomini. A riprova delle qualità umane e di una sensibilità che, sicuramente, non sono da meno di quelle professionali.

L’amore per il Vallo di Diano Angelo lo ha trasmesso ai suoi figli: il primogenito, Giovanni, è stato protagonista ad Hannover di uno studio per lo sviluppo ecosostenibile del territorio valdianese (https://www.italia2tv.it/2015/12/09/hannover-da-un-15enne-innamorato-del-vallo-di-diano-un-progetto-per-mobilita-e-sviluppo-eco-compatibili/).

Alla luce di tutto questo è davvero una brutta pagina quella che si è consumata nel Consiglio Comunale di San Pietro al Tanagro, dove ad essere sconfitti sono stati gli ideali di lealtà, di orgoglio e di appartenenza che da sempre hanno guidato Angelo Petruccio e la sua famiglia. Angelo non doveva essere coinvolto nello scontro politico nel quale è stato incolpevolmente “messo in mezzo”. Non si doveva arrivare a questo: ma a questo punto, se il Consiglio Comunale di San Pietro al Tanagro non vuole –legittimamente- conferire la cittadinanza onoraria ad Angelo Petruccio, la speranza è che –altrettanto legittimamente- qualche altro comune valdianese possa riparare a questo incomprensibile torto, perpetrato nei riguardi di un meritevole “figlio” del Vallo di Diano.

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