“Caso Petruccio” a San Pietro al Tanagro, il sindaco: “Mai messo in dubbio le qualità dell’ambasciatore ma le modalità della richiesta”

Sul caso della mancata cittadinanza onoraria al vice ambasciatore in Niger, Angelo Petruccio, interviene il sindaco di San Pietro al Tanagro, Domenico Quaranta, che respinge le accuse della consigliere Piera Aromando e dà la sua versione dei fatti.

Il primo cittadino parte dalla genesi della richiesta. “Il capogruppo di minoranza , Giovanni Graziano, nello scorso mese di settembre ha ufficialmente impegnato il Presidente del Consiglio a convocare una seduta richiamando normativa vigente, Statuto e regolamento consiliare con inserimento all’ordine del giorno ‘il conferimento della cittadinanza onoraria al diplomatico  Angelo Petruccio” e richiamando l’obbligo in capo al Presidente di convocazione a norma di regolamento”. Si arriva quindi alla seduta di Consiglio. “Assente ingiustificato – scrive il sindaco – capogruppo Giovanni Graziano , firmatario della proposta, è stata data lettura di un documento che alterna le condivise lodi e gli incontestabili meriti di Petruccio ad una nutrita serie di accuse menzogne e latenti offese. Il documento del gruppo di minoranza più che essere una propositiva narrazione del “curriculum vitae ” del nostro benemerito concittadino finalizzato alla condivisione di un riconoscimento dall’alto valore simbolico, è apparso subito come un documento politico di attacco gratuito, immotivato e fuori luogo rivolto al gruppo di maggioranza ed al Sindaco. La lettura dello stesso in aula con enfasi teatrale ha ancor di più rimarcato l’intento provocatorio e distonico rispetto ad un evento che dovrebbe avere tutt’altra natura e presupposti. Ascoltato l’intervento , il cui integrale contenuto è pubblicato sul sito del Comune in uno al verbale di seduta, a nome del Gruppo di maggioranza, prendevo le distanze dai contenuti espressi nel documento, giudicandolo offensivo e provocatorio, al netto degli indubbi meriti della persona proposta e proponevo la convocazione della conferenza dei Capigruppo consiliari a norma dei regolamento. Tale proposta rimaneva e rimane finalizzata all’esclusivo scopo di addivenire ad un giusto, condiviso e documentato riconoscimento di un’onorificenza che viene concessa a nome di tutto il popolo di San Pietro attraverso tutti i suoi rappresentanti in Consiglio Comunale. Tale proposta ha ottenuto il voto contrario del gruppo di minoranza”. Quindi la conclusione. “Inevitabile allora concludere – ha terminato Quaranta – con una riflessione: La campagna elettorale del 2009 ebbe inizio con una denuncia nei miei confronti, allora candidato Sindaco. La campagna elettorale del 2014 ebbe inizio con una lettera pseudo-anonima che accusava taluni consiglieri di maggioranza , tra cui il Sindaco, di evadere i tributi comunali. Entrambe le circostanze sono state archiviate dalla storia rendendo giustizia alle persone contro cui le stesse calunniose accuse venivano strumentalmente rivolte per fini pseudo- elettorali. La imminente terza campagna elettorale è cominciata con premesse ugualmente subdole ma, mio malgrado e con mio personale rammarico, coinvolgendo terzi che nulla hanno a che vedere con una competizione elettorale”

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