Donare il midollo osseo può salvare la vita ad Alessandro Maria: gara di solidarietà anche nel Salernitano

“Ciao a tutti. Mi chiamo Alessandro Maria… ho appena compiuto un anno e mezzo… quando le cose stavano finalmente andando un po’ meglio, ed ero felice di trascorrere la mia prima vacanza al mare con mamma Cristiana e papà Paolo, ho iniziato a star male di nuovo”.

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È parte della lettera che i genitori di Alessandro Maria hanno scritto per raccontare il dramma che il piccolo sta vivendo e chiedere aiuto. Serve un donatore di midollo osseo,  il tempo stringe e al momento non esiste alcun donatore compatibile.  L’appello accorato che in poche ore ha fatto il giro d’Italia, da Verona, città natale del padre del piccolo, a Napoli, dove invece è nata la mamma. Il bambino è affetto da linfoistiocitosi emofagocitica, più conosciuta in medicina come Hlh, una malattia genetica rarissima che colpisce solo lo 0,002 per cento dei neonati e che non lascia speranze di vita senza il trapianto di midollo osseo con un donatore compatibile in tempi rapidissimi. Il tempo stringe, e ad Alessandro ne resta poco senza il trapianto: forse un mese, secondo i medici. Da qui l’appello dei genitori. Come si legge nella lettera-appello: “Donare il midollo oggi è davvero semplice e non è più necessario l’intervento in sala operatoria. Le cellule staminali si possono donare con un semplice prelievo di sangue, con la stessa siringa che si usa quando si va a donare il sangue, con l’unica differenza che mentre i gruppi sanguigni sono 4, che combinati ai 2Rh positivo e negativo danno un totale di otto tipologie di sangue, le combinazioni di midollo osseo sono oltre 9 miliardi”. Oggi ottenere la propria tipizzazione tissutale è semplice, basta andare sul sito web dell’ADMO (https://admo.it) oppure contattare l’ospedale più vicino e il tutto viene effettuato per mezzo di un semplice campione di sangue oppure di saliva. Sabato prossimo a Napoli, dalle 9 alle 19 in piazza Trieste e Trento, sottoponendosi a un semplice tampone salivare sarà possibile misurare la compatibilità delle proprie staminali con quelle del piccolo che ha con urgenza bisogno del trapianto di midollo. Alessandro Maria vive con i genitori a Londra, e sabato non potranno essere a Napoli, ma ci saranno i loro amici. L’appello di Alessandro Maria è stato fatto proprio e diffuso anche dai valdianesi che vivono a Londra, che hanno preso a cuore la sua storia. Tra questi c’è Marilena Ricciardi, originaria di San Pietro al Tanagro: “Conoscendo il grande cuore dei valdianesi e dei salernitani –sottolinea Marilena- sono certa che in tanti si renderanno disponibili a testare la propria compatibilità per salvare la vita di Alessandro Maria”,

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