Polla, in Piazza per protestare contro la chiusura del punto nascite del Curto

C’erano più di duemila persone a Polla, questa mattina al corteo organizzato dalle sigle sindacali per scongiurare la chiusura del punto nascite dell’ospedale Luigi Curto. Tanti studenti provenienti da tutti gli istituti di istruzione superiore del Vallo di Diano, per gridare a gran voce “Io sono nato a Polla” uno slogan condiviso sui social e approdato in Piazza per esortare gli amministratori regionali e il governo centrale a rivedere questo provvedimento. Pochi gli amministratori del posto che si sono visti questa mattina, ma solo una marea di giovani e ovviamente i rappresentanti delle sigle sindacali di categoria, Cgil, Cisl, Uil e Fials. Quest’ultimi hanno organizzato la manifestazione, partita dall’ospedale e giunta fino a Piazza Antonio Forte in pieno centro cittadino. Nel corteo di protesta tanti i fiocchi azzurri e rosa che hanno colorato le strade di Polla. Pochi i rappresentanti della società civile e pochi i cittadini del Vallo di Diano che hanno preso parte al sit-in. Il messaggio che filtra è unico, il malcontento popolare nei confronti delle classi dirigenti a tutti i livelli.

Di seguito le immagini e le interviste realizzate questa mattina 

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Una risposta

  1. Dott. Nunzio Antonio Babino ha detto:

    Condivido la protesta e sono fiducioso nella soluzione del problema, che deve essere valutato e risolto. in un contesto più ampio, che coinvolge tutta la rete assistenziale materno-infantile in provincia di Salerno. Si tratta di valutare bene gli effetti sul territorio a sud di Salerno del nuovo “Piano regionale della rete ospedaliera”, approvato con il Decreto commissariale n. 87 del 5/11/2018, il quale riduce significativamente i posti letto sia nell’Ospedale di Polla che in quello di Sapri, compromettendone in modo irreversibile le capacità assistenziali. Senza Ostetricia non c’è neppure Ginecologia e quindi viene meno l’assistenza sanitaria a tutte le donne, di tutte le età, non solo alle partorienti e ai bimbi che hanno diritto di nascere nel loro territorio. Da sempre e per tutte le leggi in vigore anche gli Ospedali zonali devono avere le tre discipline di base: Medicina generale, Chirurgia generale, Ostetricia-Ginecologia. Purtroppo questi aspetti catastrofici non vengono sufficientemente evidenziati. Non è possibile che i politici possano decidere il venir meno dell’assistenza a tutte le donne, che hanno bisogno anche di adeguato pronto soccorso ginecologico. Voglio essere ottimista ed esprimere un Atto di fiducia nella saggezza e nel buon senso di deve decidere !

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